Alla fine del 2012 600 case di Cipro appartenevano a famiglie cinesi. La notizia ha però bisogno di un corollario. Per ottenere la residenza permanente a Cipro, basta comprare una casa con un valore superiore ai 300mila euro sull’isola, dimostrare di avere la fedina penale pulita e depositare 30mila euro in una banca locale per tre anni. Se si soddisfano queste tre condizioni, il permesso di residenza arriva in tempi record, in genere 45 giorni. E dopo cinque anni di permesso di residenza permanente è automatico ottenere la cittadinanza, in questo caso di un paese membro dell’Unione Europea. 

Con una popolazione di circa un milione di individui, l’industria del turismo è la prima fonte di reddito dell’isola e costituisce il 15 per cento del Pil. I britannici, forse anche in memoria del passato coloniale, sono stati i primi a investire sul mercato immobiliare dell’isola intorno al 2000. Ma dal 2008, quando per affrontare la crisi finanziaria globale il Governo cipriota ha cominciato a proporre incentivi nel settore immobiliare, anche molti russi hanno cominciato a stabilirsi nell’isola allettati oltretutto dalla prospettiva di gestire il gas nella Zona economica esclusiva dell’isola.

Per chi non appartiene alla comunità europea e i soldi ce li ha, il permesso di residenza offerto dal Governo dell’isola è un’occasione irripetibile. Significa poter ottenere il visto turistico per l’Europa senza problemi e poter mandare i propri figli nelle migliori scuole occidentali. E i più interessati dell’ultimo anno si sono rivelati proprio i proprio i cinesi.

Alcuni speculatori ciprioti sono volati fino in Cina per vendere le proprie proprietà e almeno un ufficio di rappresentanza di un’agenzia immobiliare cipriota è stato aperto ad Hangzhou, la capitale dello Zhejiang (che è anche la regione da cui proviene la maggior parte dei cinesi che ospitiamo in Italia). Case in vendita a Cipro si possono trovare anche su Taobao, il più importante sito di e-commerce cinese. E oggi un articolo sulle pagine economiche del quotidiano cinese First Financial Daily metteva in guardia gli investitori dell’ex Impero di mezzo sull’alto rischio finanziario a cui è esposta l’isola da prendere in seria considerazione nonostante “chi è in possesso dei permessi di residenza permanenti ciprioti possa usufruire dell’assistenza sanitaria e del sistema della pubblica istruzione gratuiti”. Un sogno per i cinesi.

I dati non ancora definitivi del mercato immobiliare indicano che tra agosto e ottobre dello scorso anno almeno 600 immobili sono stati comprati fa famiglie cinesi, e quasi il 90% di questi a Paphos, forte ottomano costruito nel XVI secolo sulla costa sudoccidentale dell’isola, oggi più frequentato per le sue splendide spiagge che per il suo notevole patrimonio storico-artistico.

“Qui sarà tutto cinese – aveva dichiarato non senza soddisfazione il sindaco di Paphos al Guardian il mese scorso mentre la città si preparava ad ospitare il Capodanno cinese – cibo, musica, folklore”. E Giorgios Leptos, proprietario dell’agenzia immobiliare omonima e presidente della Camera di commercio di Paphos, aveva spiegato che il vero boom di vendite si era verificato proprio lo scorso agosto quando il governo aveva espresso chiaramente le condizioni per ottenere il certificato di residenza sull’isola. L’opportunità di possedere un permesso di residenza permanente in un paese membro dell’Unione europea è infatti un’attrazione irresistibile per gli extracomunitari; di fatto significa poter viaggiare liberamente in tutti i paesi membri.

E non è solo lo sfizio del viaggio. Per le coppie con figli che ottengono la residenza in un paese membro, significa soprattutto poter iscrivere i propri figli nelle scuole europee superando le difficoltà imposte dalla legislazione sull’immigrazione. E non è poco considerando che un sondaggio di Hurun ha specificato che l’85 per cento dei miliardari cinesi (quelli con un patrimonio superiore a 1,4 miliardi di dollari) vuole mandare i propri figli a studiare all’estero.

Una ricetta alla crisi del mercato immobiliare che sembra diffondersi in altri paesi a rischio dell’Unione europea. L’anno scorso anche l’Irlanda e il Portogallo hanno offerto il permesso di residenza agli stranieri che spendevano più di una determinata cifra in patrimoni immobiliari. E a novembre, il ministro del commercio spagnolo, Jaime Garcia-Legaz, ha dichiarato che stava pensando a una soluzione simile per sbloccare la stagnazione del mercato immobiliare nella penisola iberica. Una tendenza di cui probabilmente sentiremo ancora parlare visto che l’Ue ha lasciato la giurisdizione sul rilascio dei permessi di residenza ai governi nazionali.  

di Cecilia Attanasio Ghezzi