“Vuoi rendere impossibile per chiunque opprimere un suo simile? Allora, assicurati che nessuno possa possedere il potere” (M. Bakunin). 
 
In tutte le cose umane: Amore, amicizia, politica, scatta il mostro del potere. Quando hai paura nel parlare per il terrore dell’abbandono o della censura, devi scappare perché qualcosa non va. Non è Amore quell’amore che abbandona, l’amore, la comunità è invece  un Eu-topos, un posto buono dove c’è chi ti ama e rispetta, chi ti accoglie.
ll vero compagno, il vero amico, il vero gruppo, è quello in cui puoi essere te stesso e accolto per come sei. Dove vige il terrore di dissentire, come in amore, fuggi lontano. La paura della condanna, dell’abbandono non si accompagna mai con la parola Amore o Democrazia.
“Qualsiasi legge deve comparire prima di tutto davanti al tribunale della nostra coscienza” disse Elisée Reclus, geografo anarchico francese protagonista della Comune di Parigi. “V’è un solo potere”, scrisse Godwin, “al quale posso prestare un’obbedienza convinta: la decisione della mia intelligenza, il comando della mia coscienza.”
Allora tutti  dovremmo leggere e rileggere questa poesia di Mario Benedetti (14/9/1920 – 17/05/2009), scrittore, poeta e saggista uruguaiano.
Gente che mi piace 

Mi piace la gente che vibra,
che non devi continuamente sollecitare
e alla quale non c’è bisogno di dire cosa fare
perché sa quello che bisogna fare e lo fa.

Mi piace la gente che sa misurare
le conseguenze delle proprie azioni,
la gente che non lascia le soluzioni al caso.

Mi piace la gente giusta e rigorosa,
sia con gli altri che con se stessa,
purché non perda di vista che siamo umani
e che possiamo sbagliare
Mi piace la gente che pensa
che il lavoro collettivo, fra amici,
è più produttivo dei caotici sforzi individuali.

Mi piace la gente che conosce
l’importanza dell’allegria.

Mi piace la gente sincera e franca,
capace di opporsi con argomenti sereni e ragionevoli.

Mi piace la gente di buon senso,
quella che non manda giù tutto,
quella che non si vergogna di riconoscere
che non sa qualcosa o si è sbagliata.
Mi piace la gente che, nell’accettare i suoi errori,
si sforza genuinamente di non ripeterli.

Mi piace la gente capace di criticarmi
costruttivamente e a viso aperto:
questi li chiamo “i miei amici”.

Mi piace la gente fedele e caparbia,
che non si scoraggia quando si tratta
di perseguire traguardi e idee.

Mi piace la gente che lavora per dei risultati.

Con gente come questa mi impegno a qualsiasi impresa,
giacché per il solo fatto di averla al mio fianco
mi considero ben ricompensato.