Asimmetrie quirinalizie. Due settimane fa Napolitano ha annullato l’incontro a Berlino con Peer Steinbrueck, leader Spd, colpevole di avere detto: “In Italia hanno vinto le elezioni due clown”. Diramò il Quirinale: “Frase fuori luogo. Non ci sono più le condizioni per l’incontro”. Altra musica tre giorni fa a Roma, quando gli scamiciati della marcia al Tribunale di Milano sono stati ricevuti e ascoltati, nonostante avessero appena ingannato il presidente in pubblico.

La marcia – garantiva Berlusconi dalla sua penombra ospedaliera – era stata annullata proprio per ottenere quell’incontro al Quirinale. Salvo rimangiarsi l’accordo un minuto dopo e incassare doppio: scatenare la gazzarra, e poi riscuotere il colloquio. È lo stesso Napolitano che ammette l’inganno: “L’incontro mi era stato richiesto da Alfano la domenica nell’annunciarmi l’annullamento della manifestazione di Milano (poi svoltasi la mattina seguente, senza preavviso)”.

Ma se una “frase fuori luogo” pronunciata in Germania vale quel gesto di clamorosa irritazione, come mai una intera “marcia fuori luogo”, anzi eversiva, più una bugia tutta italiana, non hanno meritato qualcosa di più furente di un tè coi corazzieri?

il Fatto Quotidiano, 15 Marzo 2013