Caro Presidente Napolitano, il suo mandato finisce tra poche settimane e va a suo onore l’aver rifiutato le tentazioni di essere rieletto. Non vorremmo però doverla ricordare, tra qualche mese, come una reincarnazione della coppia Luigi Facta-Vittorio Emanuele III, che rifiutarono di mettere in atto lo stato d’assedio di fronte alla marcia su Roma dei fascisti. Vede, caro Presidente, gli italiani hanno oggi a che fare con un partito eversivo, guidato da un personaggio ineleggibile, autore di innumerevoli leggi anticostituzionali, che lunedì ha occupato il palazzo di Giustizia di Milano, cosa mai avvenuta a memoria d’uomo: l’unico caso simile sembra essere l’occupazione da parte dei Fasci di combattimento del Comune di Milano a maggioranza socialista, nel primo dopoguerra.

I 196 parlamentari del partito personale di Berlusconi indossavano pellicce e loden invece che fez e manganelli ma la carica eversiva della minaccia ai giudici non è sfuggita a nessuno. A nessuno tranne che a Lei, caro Presidente, che il giorno dopo ha tranquillamente ricevuto il capo di questa azione squadrista, Angelino Alfano, e ha emesso un soporifero comunicato esprimendo “rammarico per il riaccendersi di tensioni e contrapposizioni tra politica e giustizia”. Non c’è nessuna “tensione” fra politica e giustizia: c’è solo l’aggressione alla giustizia che da vent’anni il proprietario del partito porta avanti per difendere i propri affari.

In una lettera a Repubblica, giovedi, Lei ha protestato per la “versione arbitraria e falsa” dell’incontro con Alfano, avvenuto all’indomani dell’assalto di Milano, scrivendo che: “lincontro in Quirinale con i rappresentanti della coalizione cui è andato il favore del 29 per cento degli elettori, era stato confermato dopo mie vibrate reazioni (…) espresse direttamente ai principali esponenti del Pdl per la loro presa di posizione”. Caro Presidente, sarebbe stato più chiaro a tutti se Lei, invece di “reagire vibratamente” in privato, avesse cancellato l’incontro con la delegazione degli squadristi. Il 29% non autorizza ad aggredire l’indipendenza della magistratura, Le pare? In passato, nonostante le leggi ad personam e i vari attentati alla Costituzione puntualmente respinti dalla Corte costituzionale, il Pdl non si era ancora spinto fino a minacciare un corpo dello Stato (reato penalmente perseguibile) contando sulla benevolenza dei media asserviti e, incredibilmente, di ciò che è apparso come la tolleranza del Quirinale.

Il suo appello, dove diceva: “E’ comprensibile la preoccupazione dello schieramento che è risultato secondo, a breve distanza dal primo, nelle elezioni del 24 febbraio, di veder garantito che il suo leader possa partecipare adeguatamente alla complessa fase politico-istituzionale già in pieno svolgimento, che si proietterà fino alla seconda metà del prossimo mese di aprile” è una indegna resa alla violenza (sì, violenza) compiuta dalle truppe berlusconiane per intimidire i giudici che lo stanno processando, si noti bene, non per reati d’opinione ma per sfruttamento della prostituzione minorile. Perfino i cardinali che proteggevano i preti pedofili hanno dovuto rinunciare alla “complessa fase politico-istituzionale” chiamata conclave, Berlusconi, invece, è protetto dallo Spirito Santo? Un partito, se perde un leader, se ne fa un altro: nessuno impedisce al Pdl di sostituire Berlusconi, come la Lega ha fatto con Bossi, e di “partecipare adeguatamente” alla prossima fase politico-istituzionale.

Infine, non vorremmo ricordare, caro Presidente, che il politico di cui stiamo parlando è accusato di aver rovesciato un governo legittimo comprando i voti di almeno un senatore, senatore che ha confessato ai magistrati napoletani di aver ricevuto milioni di euro. Anche questo, che in un qualsiasi paese normale, avrebbe significato non solo la fine politica ma anche l’esilio del colpevole (o il so arresto immediato) in Italia sembra non impressionare nessuno, men che meno Lei. Comprare il senatore De Gregorio facendo cadere il governo Prodi appartiene alla stessa fattispecie di comprare il calciatore Balotelli per rafforzare il Milan? Molti editorialisti sembrano pensarlo: non vorremmo che Lei fosse della stessa opinione.