Il “caso italiano è stato molto seguito” dai leader “interessa, impressiona e preoccupa tutti i governi”. Mario Monti partecipa all’ultimo vertice europeo da presidente del Consiglio e definisce l’Italia “un caso in cui una politica economica per mettere un paese” in linea con la disciplina “deve integrarsi con politica per la crescita”. Monti ammette che le difficoltà non sono finite: “Questa incertezza politica ha avuto riflessi fortunatamente abbastanza limitati sullo spread anche se mi dispiace vederlo salito” dopo le elezioni, ma non si può comparare “l’attuale incertezza politica da transizione con quella dell’autunno 2011: allora la finanza pubblica non era stabilizzata”.

L’Italia, aggiunge il capo del governo uscente, “dovrebbe oggi poter utilizzare ogni possibile ulteriore margine” previsto dal patto di stabilità “per attuare immediatamente un piano di sostegno alla creazione di posti di lavoro”. Monti ricorda che l’Italia “ha rigorosamente rispettato tutti gli impegni presi” e per questo dovrebbe ora poter sfruttare i margine di manovra disponibili per creare “posti di lavoro stabili e di migliore qualità alleggerendo il cuneo fiscale sui nuovi contratti a tempo indeterminato, favorendo l’apprendistato dei giovani e rafforzando i servizi per l’infanzia”. “Forme di flessibilità controllata – sottolinea Monti – consentirebbero di accompagnare un programma credibile di risanamento dei conti pubblici con azioni a sostegno dell’economia”.

Per contro il Professore parla anche del rapporto tra cittadini e Unione Europea: “Mi auguro che gli italiani continuino a vedere l’Europa come un riferimento fondamentale, non come una potenza straniera ostile” ha spiegato e il riferimento velato è alle posizioni del Movimento Cinque Stelle. “Vorrei dire agli italiani che l’Europa siamo noi – continua – E’ un ‘noi’ più ampio. Per farsi ascoltare in Europa, per orientare le politiche europee nel senso della visione italiana dell’Europa e degli interessi dell’Italia, occorre essere creduti rispettati e parlare con forza”. Il paese, ha rilevato Monti, “ha dato una prova di grande senso di responsabilità molto apprezzata in questo periodo” e “anche se non sono mancate, anzi si sono intensificate le manifestazioni populistiche ed antieuropee” l’Italia è stata in grado “di spostare l’attenzione dalla disciplina di bilancio alla crescita”. Tanto che “oggi qualche cosa è stato ottenuto, come apertura mentale e politica”. Il presidente del Consiglio ha concluso augurandosi che “procedendo via via sulla strada della credibilità e del prestigio del paese, la voce dell’Italia nel determinare l’orientamento dell’Europa sia quella che ci appartiene, essendo noi grande stato membro fondatore”.