Problemi a trovare i locali per aprire un’attività nel centro di Roma? Niente paura: ci pensa Propaganda Fide. È ciò che deve avere pensato Maurizio Pizzo, gestore del “Priscilla”, un mega-solarium a pochi passi da Largo Santa Susanna, fra i ministeri delle Politiche agricole e dell’Economia. Tutto sta ad avere le amicizie giuste. E, quando si tratta del patrimonio immobiliare della Chiesa, l’uomo da contattare è Marco Simeon, l’enfant prodige che muove le sue influenze fra sacro e profano: da Tarcisio Bertone a Cesare Geronzi, passando per Luigi Bisignani

“Tutto il palazzo è del Vaticano – ammette candidamente Pizzo – Come sono riuscito a trovare questa location? Ho chiesto a Marco (Simeon, ndr), lui ha alzato la cornetta ed eccoci qui”. Dal bilancio risulta che la società Priscilla Style spende per ‘godimento di beni di terzi’ circa 8 mila euro al mese. Un canone poco esoso per 300 metri quadrati a due passi dal Quirinale, per giunta con la benedizione della Congregazione per l’Evangelizzazione dei popoli. “Avrei potuto telefonare anche io – sostiene il proprietario – Ma non avendo contatti , ho mandato avanti lui che lavora con la Chiesa. Si tratta sempre del salone più grande della Capitale”.

Come si conoscono i due? “Siamo in contatto perché è di Sanremo come me e quindi mi ha dato una mano”, dice Pizzo negando qualsiasi coinvolgimento del conterraneo nella società che gestisce il solarium. In realtà nel 2008 Simeon e Pizzo sono stati soci al 50 per cento di Priscilla Style, società da 10 mila euro di capitale sociale per “servizi degli acconciatori, manicure, pedicure e trattamenti estetici”.

A un certo punto, però, Simeon decide di vendere le sue quote, forse perché gli incarichi che va collezionando fuori e dentro i sacri palazzi (ex ambasciatore in Vaticano di Capitalia e Mediobanca, segretario della Fondazione pontificia per i Beni e le Attività artistiche della Chiesa, direttore per la Comunicazione istituzionale in Rai) risultano incompatibili con l’attività di imprenditore della tintarella. E per giunta in un solarium che, oltre a essere benedetto, è anche chiacchierato. A iniziare da quel nome, Priscilla, dedicato all’antica Roma, ma che ai più maliziosi ricorda una pellicola sulle gesta di un gruppo di trans e drag queen. Ma il centro è citato anche in un articolo di Repubblica, che riporta i presunti contenuti dell’inchiesta Vatileaks redatta da tre cardinali e consegnata a Ratzinger che ha deciso di metterla a disposizione del nuovo Papa. In quell’articolo si ipotizza l’esistenza di una “lobby gay” fra le mura leonine e si menzionano anche i luoghi degli incontri proibiti: le stanze vaticane, una residenza universitaria e il centro “Priscilla, che persino da ritagli di stampa risulta essere riconducibile a Marco Simeon”. Repubblica – nell’articolo sul dossier dei tre cardinali – cita una lettera del cardinale Nicora (in realtà la lettera era di Monsignor Viganò, ed è stata pubblicata in esclusiva dal nostro giornale) nella quale si fa riferimento a “corruzione, furti e omosessualità in Vaticano”.

Il riferimento alla lettera è scivoloso perché in quella lettera si fa il nome di Simeon. In realtà Priscilla è solo un solarium a tutti gli effetti: pulito e con attrezzature all’avanguardia. Niente che rimandi a un luogo deputato a “incontri proibiti” di presunte lobby omosessuali. L’unica cosa certa è il potere del quale dispone l’allievo di Bertone, Marco Simeon. Non solo in materia di immobili e solarium.

di Lorenzo Galeazzi e Nello Trocchia