Anna Maria Cancellieri evita ancora le domande sul suo futuro politico che, si sostiene da più parti, potrebbe essere sul colle più alto: ”L’assemblea di condominio di casa mia ha pronto un posto di presidente per me”, scherza il ministro degli interni all’arrivo a Bologna dove ha preso parte a una commemorazione di Marco Biagi. Poi però, a chi le fa notare che anche quando lasciò Bologna alla fine del mandato di commissario prefettizio disse che sarebbe andata in pensione per poi invece andare al Viminale, risponde: “Vedremo, non ho la sfera di cristallo” lasciando così più di uno spiraglio aperto.

Negli ultimi giorni, proprio in merito a una possibile elezione del premier Mario Monti alla guida di Palazzo Madama, si era parlato della possibilità di un passaggio di consegne per cui Cancellieri potrebbe, anche solo per poco tempo, assumere le funzioni di presidente del consiglio dei ministri. Sarebbe pronta? Le chiediamo. ”Non mi appartengono queste risposte”, glissa. 

Sulla attuale situazione politica, con le Camere comunque in stallo sulla elezione dei presidenti, il capo del Viminale spiega: ”Ho assoluta fiducia nel Presidente della Repubblica e sono sicura che troverà una soluzione”.

Di fatto, anche con le risposte di Bologna, molto prudenti e un po’ ironiche, il ministro degli interni sembra voler fare intendere di voler correre seriamente per un futuro politico in cui il Paese avrà bisogno di figure super partes. Dopo la candidatura alle politiche di Mario Monti infatti, quello di Anna Maria Cancellieri rimane infatti una delle poche figure di servitore dello stato, apprezzata da tutte le parti politiche. Un ruolo che lei ha sempre rivedicato per sé fin da quando l’allora ministro Maroni la nominò commissario al posto del sindaco dimissionario di Bologna Flavio Delbono.

Per Cancellieri, ospite della redazione del Resto del Carlino, è stata anche l’occasione per ricordare la figura del giuslavorista ucciso dalle Brigate rosse a Bologna nel 2002: ”Marco Biagi si è scontrato con ideologia perché lui ha  avuto il coraggio di rompere certi meccanismi e certi schemi. Ma ha pagato con la sua vita”. Poi ha proseguito: ”Biagi è stato un eroe. Tutti noi dobbiamo rendergli omaggio e non dimenticarlo. Tutti noi dobbiamo a lui se poi il paese ha trovato la forza per fare delle leggi più moderne”.