C’è crisi? Scopiamo. Sull’aereo più “pazza” (no, non pazzo, pazza…) del mondo, l’erotismo scacciapensieri sale in alta quota: pompini in cabina di pilotaggio, assaggi di sperma, dominatrix, omosessualità varia ed eventuale, perdita della verginità (lui dorme, lei ne abusa: a parti invertite, non si chiamerebbe stupro?), tequila, mescalina e agua de Valencia per perdere le inibizioni, sveltine in bagno, pezzette per ripulire. Pedro Almodovar è in crisi almeno quanto la Spagna e punta sul sicuro: Gli amanti passeggeri imbarcano sesso, ancora sesso e trivialità. Problema, c’è anche odore di morte: nella commedia stile ‘80s almodovariano, dal 21 marzo nelle nostre sale, si dà la colpa al killer di turno, ma c’è dell’altro, del biografico. “Dopo la scomparsa di mia madre nel ’99, penso alla morte ogni giorno, non riesco ad accettarla: sì, è un problema, il mio problema”, confessa Pedro. Lo è anche per gli spettatori: se l’accoppiata eros e thanatos è vecchia come il mondo, qui si fa sesso verbale, orale e carnale e più non dimandare. Il decreto Salva Spagna ha un solo punto: “catarsi erotica”, ovvero, accoppiarsi come ricci, come non ci fosse un domani, soprattutto, come non ci fosse un film.

Qualcuno glielo fa notare: parafrasando, la sensazione è di qualche sketch riuscito in un brodo di noia, che ne dice Maestro? La risposta di Pedro sa di tortura medievale: “Lo riveda una seconda volta”. Ma scopriamo i passeggeri del volo Pensinsula 2549 per Città del Messico: due coatti strafatti in viaggio di nozze, un manager fraudolento, un attore dongiovannesco, una veggente vergine, un hombre misterioso e una scaltra socialite. Viaggiano in business, e Almodovar si scopre classista: loro scopano, in economy si ronfa. Per tutti, comunque, la fine è prossima: complici Antonio Banderas (recita meglio nel Mulino Bianco) e Penelope Cruz, l’aereo ha un carrello ko, e gira in tondo sopra Toledo, aspettando una pista libera. Metafora? Eccome no: “Un viaggio senza destinazione, un atterraggio forzato, ma qui tutti si salvano. Nella realtà spagnola, invece, non conosciamo pista, comandante e condizioni”. Le sue condizioni, viceversa, sono più certe: l’autore spagnolo è in avaria creativa, non ne azzecca più una almeno da Volver (2006), i titoli successivi sono disarmanti, confessano impotenza (Gli abbracci spezzati) e inappartenenza (La pelle che abito). Dopo aver ingaggiato una singolar tenzone con il critico del Pais (“Mi odia”), dopo tante delusioni patite a Cannes,

Gli amanti passeggeri ha preferito tenerlo lontano dai festival: nel weekend d’apertura in Spagna ha incassato quasi due milioni, ma la ricompensa pare lontana. Pedro è confuso, scambia realtà per finzione (a partire dai titoli di testa), e un microfono davanti non l’aiuta: “Il sesso per uscire dalla crisi? Si potrebbe farne un film, una follia ninfomaniaca, con i politici che si scopano il maggior numero possibile di cittadini”. Caro Pedro, il film (Nymphomaniac) l’ha già fatto Lars von Trier, quanto ai politici che fornicano con la chiunque, beh, leggiti le nostre cronache… Già, l’Italia: noi come loro non vogliamo i tagli, noi, a differenza loro, abbiamo Beppe Grillo, per tutti, se anche la Spagna votasse oggi, “frammentazione e ingovernabilità”. Chi manca all’appello? Il Papa, e Almodovar non lesina: “Lasciamogli fare qualcosa prima di criticarlo, ma anche lui tiene un passato. Purtroppo, credo sia un Papa della continuità, e non è una buona notizia. La grande sfida per la Chiesa sarebbe rispecchiare il mondo e la vita oggi: prima di Papa Francesco non l’ha fatto”. E Pedro, “audacemente”, consiglia: “Bisogna elevare la donna alla stessa categoria dell’uomo, dandole l’accesso a perdono e consacrazione, e bisogna dare scacco matto al celibato, così da far scomparire gli abusi sessuali. Serve una completa normalizzazione, anche sacerdoti e suore abbiano accesso al matrimonio: uomo-donna, uomo-uomo, donna-donna, tre è meglio di uno”. Rimane un film, ma anche questa non è una buona notizia.

il Fatto Quotidiano, 15 Marzo 2013