Mentre in Italia si continua a combattere una guerra di trincea tra vecchi e nuovi media, mentre si dibatte inutilmente cercando di capire se queste le elezioni siano state vinte o non vinte a colpi di share oppure di bit, mentre si discute ancora se investire sulla banda larga sia o meno una priorità per lo sviluppo del nostro Paese, rimaniamo lì fermi, ad assistere passivamente allo scivolamento verso il basso della nostra cultura e al declassamento della nostra economia, mentre il mondo corre e internet continua inarrestabile la sua rivoluzione.

Nuove opportunità di sviluppo, nuovi mercati, nuove professioni stanno sostituendo quelle tradizionali: a metà febbraio scorso è stato pubblicato dall’associazione IWA/hwg un documento per definire e normare i profili professionali per il Web secondo le direttive CEN.

21 profili professionali per il web, definiti da una sintetica descrizione e dalle capacità, dalle conoscenze, dalle competenze e qualifiche certificate, che ne individuano standard, compiti e ambiti lavorativi di applicazione, completati dall’indicazione dell’iter per ottenere una certificazione, valida 3 anni, della propria professionalità.

Un elenco oggi esaustivo ma in aggiornamento continuo, data la tematica dinamica che si intende normare.

E’ un documento importante, rivolto a chi è in cerca di professionalità e offre lavoro e a chi offre competenze ed è in cerca di lavoro, così come a chi si affaccia alla formazione post scuola e non sa bene che strada intraprendere. La speranza è che se ne faccia largo e buon uso, perché è in queste figure professionali, quelle del Community Manager, del Reputation Manager, del Search Engine Expert o del Web Content Specialist, solo per fare alcuni esempi, che si gioca larga parte del futuro del lavoro in Italia, anche se purtroppo e inspiegabilmente, fuori dal raggio di comunicazione degli addetti ai lavori, pochi ne parlano.

Tra questi c’è, Giulio Xhaet esperto di comunicazione e nuovi media, autore del libro ”Le Nuove Professioni del Web” uscito lo scorso luglio per Hoepli, che ha stilato un elenco completo delle nuove professioni nate con lo sviluppo di Internet. E’ un universo di voci, esperienze, professioni, raccontate da professionisti freelance e startupper, capaci di ispirare chi è in cerca di nuove opportunità, di modelli di riferimento, dell’idea giusta per lanciare la propria professionalità sul web, che parte da una provocazione lanciata dall’autore stesso:

Per lavorare sul Web contano di più le competenze o le attitudini?” L’autore ci invita a riscrivere i nostri curricula e a scoprire come trarre il massimo dalla nostra formazione, ma soprattutto dalle nostre naturali inclinazioni, non vedendole più dal punto di vista del lavoro tradizionale, ma da quello delle nuove esigenze professionali nate con lo sviluppo del Web.

Professioni che non sono più legate esclusivamente all’informatica, ma che coinvolgono diversi aspetti della formazione di ciascuno di noi, come l’attitudine, il talento, gli asset personali che ci distinguono dagli altri e che nel mondo delle professioni di internet possono davvero fare la differenza.

Forse sta a ognuno di noi singolarmente prendere coscienza di queste nuove opportunità e iniziare a muoversi verso direzioni alternative, senza lasciarsi spaventare da ciò che non conosciamo e da un linguaggio che non sentiamo ancora nostro, senza aspettare che siano le grandi scelte collettive o i movimenti politici a dover guidare il nostro cambiamento personale.

di Alberto Mattei