Disputa concitata durante il programma di approfondimento “In Onda”, su La7, tra Alessandro Sallusti e Jacopo Fo. Il tema della discussione verte sul Movimento 5 Stelle e sull’ultimo discusso tweet di Beppe Grillo. Il direttore de “Il Giornale”arroventa il dibattito quando osserva che i propositi del M5S sono irrealizzabili e demagogici. “Chi se ne frega se Grillo fa il referendum on line per il Presidente della Repubblica” – esordisce Sallusti – “Voglio vedere tra un anno se questi signori “grillini” sono ancora convinti che un deputato può vivere in albergo a Roma con 1200 euro al mese senza avere i biglietti gratis per tornare a casa col treno ogni fine settimana e a mantenere la famiglia”. E aggiunge: “Questi ci stanno prendendo tutti per il culo e noi ci caschiamo“. Pronta la replica di Jacopo Fo: “Veniamo da un’esperienza in cui siamo stati presi per il culo per molto tempo da Berlusconi con la storia dei ristoranti sempre pieni e della crisi che non c’era. Ci sono persone” – continua – “che fanno politica non per i soldi ma per altri motivi. E magari, anzichè alloggiare in albergo, prendono in affitto un appartamento in dieci, come stanno facendo i 5 Stelle, così hanno delle spese basse”. La discussione poi si sposta sulla disoccupazione, sulle fallimentari politiche energetiche della Fiat, sul nucleare e sulla Tav in Val di Susa. Sallusti accusa Fo di non disdegnare il treno ad alta velocità Roma – Milano, Fo controbatte che allo stato attuale si ha la possibilità di risparmiare miliardi di euro. Concetto ribadito dal direttore del fattoquotidiano.it, Peter Gomez che sottolinea: “Stiamo parlando di un’opera che darà mille posti di lavoro e finirà tra dieci anni. Ci sono cittadini che possono anche apprezzare la Tav, ma dicono: ‘Dobbiamo produrre Pil immediatamente nel giro di due anni. Anche se questo investimento fosse giusto, produrrebbe Pil fra dieci anni”. E aggiunge: “Le informazioni che ci ha dato Jacopo Fo spiegano l’avanzata dei 5 Stelle, perchè sono informazioni che non vengono diffuse da anni dalla carta stampata o dai media tradizionali, ma dalla rete”