Il 15 marzo i parlamentari si insediano a Roma.

Nessuno ha mai messo in dubbio la necessità che essi debbano per forza andare lì a svolgere il proprio mandato. Eppure mi rifiuto di pensare che, nell’era di internet, e delle dirette streaming e delle conferenze telefoniche sia davvero necessario che queste persone debbano andare avanti e indietro dalle loro residenze a Roma e lì alimentare un vertiginoso giro d’affari fra strutture strettamente legate al loro lavoro o di servizio allo stesso (appartamenti in affitto, pensioni, hotel, ristoranti e quant’altro), senza contare che i loro stipendi sono correlati anche al disagio che patiscono. Si parla tanto di costi della politica ma trovo stupefacente che nessuno abbia mai preso in considerazione questo, che è basilare. Ma soprattutto, per quello che mi riguarda, nessuno abbia mai messo in discussione l’inquinamento che gli spostamenti dei nostri parlamentari producono. A Roma come ci vanno? In aereo, ed anche quando non ci vanno in aereo, ci vanno con i Frecciarossa o gli Italo, che non si muovono per grazia ricevuta, tutt’altro. Ed a Roma come si spostano? Con i taxi, naturalmente. Altro inquinamento.

Sono sempre stato un fervente sostenitore del telelavoro. Sia per ovvi motivi di risparmio, sia per altrettanto ovvi motivi ambientali, sia infine per motivi di salute mentale della persona, che così ha modo di lavorare nel proprio ambiente familiare. Perché non attuarlo con i parlamentari? Perché dare per scontato che essi debbano andare nella capitale, tra l’altro così spocchiosa, tronfia, così ancora caput mundi anche per via di questo viavai di senatori e deputati? Pensate quanto ci costerebbe di meno se lavorassero da casa, presentassero le proposte di legge online, votassero tramite sistemi di riconoscimento, partecipassero alle commissioni e quant’altro. Se il loro lavoro apparisse agli occhi di tutti noi molto più simile al lavoro di una persona qualsiasi. E pensate pure a quanto scenderebbero i prezzi delle case nella capitale…

E provate a pensare anche a quanto ne guadagnerebbe il Parlamento in dignità. Saremmo esentati dal vedere gente che quotidianamente si azzuffa, perché non avrebbero più la possibilità di incontrarsi fisicamente, né ci toccherebbe di vedere quelli che in aula si fanno i fatti propri, leggono il giornale sull’ipad o magari dormono. Ognuno a casa farebbe quello che vuole, e nel contempo potrebbe svolgere le proprie sacre mansioni. Ed ai grillini non toccherebbe neppure l’ingrato compito che sicuramente ora si assumeranno, e cioè quello di fare gli sceriffi alla Camera ed al Senato. Vi sembra un’idea così strampalata? A me no.