Non spaventano gli ambientalisti, non allarmano gli amministratori locali e fanno arrabbiare i cittadini. I cinghiali radioattivi della Valsesia sembrano mettere d’accordo tutti contro la valutazione “allarmistica” del ministero della Salute. Gian Piero Godio, esperto di questioni nucleari per Legambiente Piemonte sostiene: “E’ un fatto risaputo che nella carne di cinghiale ci sia una certa concentrazione di cesio137. Ma la questione non riguarda solo la Valsesia, qui si è trovato il problema perché lo si è cercato, ma sono convinto che lo stesso risultato si otterrebbe lungo tutto l’arco alpino”. Sul territorio il prosindaco di Varallo e ras indiscusso della Valle, Gianluca Buonanno, appena rieletto alla Camera nelle file della Lega Nord, ridimensiona la vicenda e ci scherza su: “Mangiando spesso carne di cinghiale sarò il primo parlamentare radioattivo e dovranno stare tutti attenti, anche i grillini, perché i deputati radioattivi fanno paura”. Nei paesi della Valle la gente teme già i riflessi negativi sul turismo: “Qui sono già anni difficili, la gente non sa nemmeno dove è la Valsesia e ci si ricorda di noi solo per cose negative, ci mancavano solo i cinghiali”. E, ancora: “Perché i cinghiali conoscono i confini? Se sono radioattivi dal 1986 non sarà mica un problema, li abbiamo sempre mangiati e siamo ancora tutti qui”  di Alessandro Madron