Ahmadinejad bacia la bara di Chávez e viene subito redarguito dal clero sciita. Dietro l’accusa di aver “eccessivamente celebrato il defunto presidente” – come riporta il sito d’informazione Digarban- ci sarebbe la lotta tra il presidente iraniano e la Guida suprema Ali Khamenei, assieme agli ayatollah conservatori, per screditarlo agli occhi dell’opinione pubblica affinché non lo voti alle presidenziali di giugno. Khamenei vorrebbe prevalesse Ali Larijani, presidente del Parlamento, nonché suo protetto.

Nel suo messaggio di condoglianze aveva definito Chavez come un “simbolo della resistenza all’imperialismo e personalità eccezionale destinata, alla fine dei tempi, a risorgere insieme al 12° imam, il Mahdi”. I religiosi hanno criticato Ahmadinejad in quanto “non idoneo a rilasciare dichiarazioni a sfondo religioso”. L’ayatollah ultraconservatore Mesbah Yazdi ha detto che “non bisogna attribuire tanta importanza a un capo di Stato straniero, fino al punto di porlo sullo stesso piano della nostra Guida Suprema”.

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Il Fatto Quotidiano, 9 Marzo 2013