Aveva garantito di pubblicare online la lista dei finanziatori. Ma finora Matteo Renzi non ha mantenuto la promessa. Sono passati più di tre mesi dalla chiusura delle primarie del centrosinistra, ma i nomi e cognomi di chi ha contribuito alla sua campagna elettorale sono ancora riservati. Soldi arrivati o confluiti in buona parte nella Fondazione Big Bang, che ha sponsorizzato anche “l’iniziativa di partecipazione al voto” del secondo turno delle primarie. Costo 100mila euro, che comprendono anche una pagina comprata su tre quotidiani nazionali e la messa a punto della piattaforma domenicavoto.it.

In una puntata dell’Infedele del 6 novembre 2012 il sindaco di Firenze aveva detto: “Su matteorenzi.it abbiamo superato quota 120mila euro fatto da singoli cittadini”, e di fatto la lista c’è. Ma una campagna elettorale richiede fondi più corposi di quelli dichiarati. Insomma, quella lista non esaurisce il concetto di trasparenza. “Metti on line i nomi di chi ti ha mandato 5 euro via paypal dietro un banner sul tuo sito dal titolo ‘Trasparenza sui finanziatori’? Suvvia”, gli chiedeva Massimo Mantellini sul Post il 7 ottobre 2012. La risposta arriva il giorno dopo. “Noi mettiamo online tutti i denari che riceviamo e tutti quelli che spendiamo entro novanta giorni“. E ancora: “Per me Internet ha un potere maggiore persino della Corte dei Conti: metti tutto chiaramente online (in modo leggibile, non in burocratese puro) e vedrai che lo smart power dei cittadini diventerà un freno morale alle pazze spese”. Eppure da allora i 90 giorni sono passati, ma gli unici nomi pervenuti sono quelli “che hanno dato il consenso a rendere pubblica la loro donazione”.

Mancano all’appello anche i donatori più generosi, come i partecipanti alla cena milanese con i finanzieri del 18 ottobre 2012. Una serata organizzata da Davide Serra, ceo dell’hedge fund Algebris (costituita a suo tempo alle Cayman) e pensata da Giorgio Gori. Più che una cena, una appuntamento di fund raising elettorale, come era esplicitamente scritto nell’invito. Il costo? “Più di mille euro”, aveva detto uno degli ospiti. E a chi erano destinati quei soldi? “Andranno alla Fondazione Big Bang, non ai comitati elettorali”, specificava il sindaco di Firenze che ha sempre fatto della trasparenza uno dei cavalli di battaglia insieme alla “rottamazione” e al “rinnovamento”. Eppure sono già passatianche da quella cena i 90 giorni di cui parla Renzi. Una scadenza non rispettata che contraddice le sue dichiarazioni. “Noi non abbiamo paura della trasparenza e lo dimostra il fatto che oggi abbiamo pubblicato sul nostro sito tutti i nomi dei nostri finanziatori” (4 ottobre 2012), ”siamo per la rendicontazione online di tutte le spese” (9 ottobre 2012). E ancora: “tutti i dati saranno pubblicati con la massima trasparenza” (30 ottobre 2012).

Online sito il candidato battuto alle primarie precisava di non accettare “né direttamente né tramite il Comitato o la Fondazione Big Bang, o per altra via, contributi anonimi alla sua campagna per le primarie”. Tesoriere e presidente della Fondazione è l’avvocato fiorentino Alberto Bianchi che il Fatto Quotidiano aveva sentito a settembre quando in cassa la fondazione aveva “poche migliaia di euro”. Spiegava: “Ci sono dei limiti alle donazioni: 50mila euro (nell’arco dell’anno) per le persone fisiche e 100mila per le persone giuridiche. Non si accettano offerte da enti pubblici o organi della pubblica amministrazione”. Quanto alla lista pubblica dei contribuenti puntualizzava: “Faremo un’istanza al garante della privacy alla fine di questa settimana (l’intervista era del 20 settembre 2012, ndr) o all’inizio della prossima per vedere come è possibile coniugare la trasparenza con la legge. Se il garante ci dice che si può fare pubblicheremo i nomi”. Anche in questo caso è stato ampiamente “sforato” il termine dei 90 giorni di Renzi. Infatti, dalle dichiarazioni del tesoriere a oggi, sono passati quasi sei mesi. 

A fronte del ritardo, all’indomani del risultato delle politiche, Bianchi raggiunto dal fattoquotidiano.it dice che “la lista verrà pubblicata non appena formato il sito della Fondazione, che – precisa – avevamo tenuto in stand-by per non creare confusione col sito Renzi del Comitato per la candidatura di Matteo Renzi. Adesso che sono terminate tutte le tornate elettorali, provvederemo ad aprire il sito della fondazione, e pubblicheremo i finanziatori, salvo il rispetto della legge sulla privacy. E, dunque, non quelli che non ci hanno autorizzato”. Sì, ma quando? “Per il sito una quindicina di giorni da oggi (27 febbraio, ndr), per la lista pubblica 31 marzo, ma contiamo di fare prima”. Nell’attesa, contiamo i giorni fino alla prossima scadenza.