Nomi nuovi per la città, una ripartenza per Milano. È quanto accadrà nelle prossime settimane, quando il sindaco Giuliano Pisapia procederà al rimpasto di giunta e poi alle nomine degli amministratori di dodici società partecipate. Prima scatterà il rimpasto, per rimpiazzare i tre assessori dimissionari (Bruno Tabacci, Bilancio, e Maria Grazia Guida, Istruzione e vicesindaco, si sono candidati al Parlamento; Lucia Castellano, Demanio, Casa e Lavori pubblici, è stata eletta in Regione).

Chi arriverà? Ada Lucia De Cesaris, assessore all’Urbanistica, è già stata nominata vicesindaco. Alla Scuola è arrivato, a sorpresa, Francesco Cappelli, storico e stimato preside della Casa del sole al Parco Trotter, un educatore mai entrato in alcun totonomine e scelto da Pisapia senza badare ai candidati di partito. Si sta scaldando a bordo campo Carmela Rozza, capogruppo del Pd in Consiglio comunale, che da sempre punta a un assessorato. Forse questa volta le daranno i Lavori pubblici , ma non la Casa, che potrebbe restare a Daniela Benelli, a cui il sindaco l’ha già affidata ad interim: niente delega alla Casa per Rozza, che è stata per anni boss del sindacato inquilini Sunia. Ma la partita più delicata si giocherà sull’assessorato al Bilancio, cruciale per la città lasciata dalla giunta precedente con le casse vuote. Potrebbe assumerlo Davide Corritore, attuale direttore generale del Comune. Ma così lascerebbe vuota una casella poi difficile da riempire: si dovrebbe scegliere, e rapidamente, un nuovo city manager.

A Pisapia, molto attento alla parità di genere, non dispiacerebbe mettere una donna al vertice del più “maschile” degli assessorati, alle prese con soldi e bilanci. E allora potrebbe tornare a Milano Francesca Balzani, avvocato quarantenne, attuale deputata europea del Pd, già assessore al bilancio a Genova e poi prima italiana chiamata nell’Europarlamento a ricoprire il ruolo di Relatore generale al Bilancio europeo.

Risolto il rilancio della giunta, il sindaco dovrà mettere mano agli organigrammi delle aziende partecipate, dalla Sea (aeroporti) alla Mm. Sarà la prova del fuoco in cui si dimostrerà se è possibile o no spezzare, per la prima volta, il cordone ombelicale tra ex municipalizzate e partiti. Per saperlo dovremo aspettare il 14 marzo, giorno in cui i nomi dei candidati (226 persone che hanno presentato il loro curriculum) saranno esaminati dal comitato comunale dei garanti che farà la prima scrematura, scartando le candidature non idonee. “Prima di allora”, dice Pisapia, “non voglio neppure sapere chi si è candidato. Prenderò in considerazione la lista degli idonei e poi deciderò”. Intanto è comunque partito il totonomine. Sono cominciati a circolare i nomi del finanziere Francesco Micheli, dell’economista d’impresa Marco Vitale, dell’ex banchiere Pietro Modiano, dell’ex top manager McKinsey Gianemilio Osculati, dell’ex direttore generale Bpm Ernesto Paolillo… Difficile che i primi due entrino negli organigrammi. Ma l’occasione per Pisapia è unica: si vedrà se a Milano vincono la spartizione e la lottizzazione, oppure le competenze.

Il Fatto Quotidiano, 7 Marzo 2013