Tra annunci, smentite, posticipi e chi più ne ha più ne metta il popolo emiliano del rock negli ultimi tempi è in preda alle palpitazioni. Dopo l’annuncio del concerto di Nick Cave e il rinvio del concerto di Kim Gordon con i Body/Head (il nuovo appuntamento è per ottobre 2013) viene comunicato l’arrivo di un altro importante gruppo: i My Bloody Valentine. Sicuramente non famosi come il nero poeta australiano o la bionda dei sonici, ma altrettanto seminale.

L’evento è organizzato da Comcerto, DNA concerti, Covo Club ed Estragon Club in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura di Bologna. Va detto che il Comune di Bologna co-finanzia l’evento con una cifra che non è ancora stata definita (il bilancio dell’ente deve ancora essere approvato). L’Assessore alla cultura di Bologna, Alberto Ronchi afferma, comunque, che il cachet si attesta sulle quattro cifre. Alla domanda dell’opportunità di organizzare eventi finanziati pubblicamente, ma organizzati da privati in strutture non comunali (rischiando così di tagliare fuori altri soggetti che si occupano di eventi culurali), l’Assessore Ronchi risponde: “Penso che le amministrazioni pubbliche devono scegliere sulla base di capacità dimostrate dai privati”. 

Il gruppo di Dublino sarà all’Estragon di Bologna il 27 maggio 2013  (ingresso 30 euro) per promuovere m b v  l’ultimo album uscito il 3 di Febbraio per Pickpocket Records. Un album che ha avuto una gestazione molta lunga: alcune parti strumentali erano già state registrate prima del 1997, per poi essere riprese 10 anni dopo con la reunion della formazione e completate solo alla fine del 2012. Nove tracce che da subito ti ammalano con chitarre sature e distorte e con linee vocali sussurrate, distanti, diluite, che ti avvolgono nel suo eco riverberato, flebile e onirico. Canzone davvero rappresentativa dell’album è Who sees you, fatta di una dolce dissonanza costruita sulla caduta e lo smarrimento dell’innesto della linea vocale sul giro di chitarra che ciclicamente termina svisato. Segue Is this and yes, ai limiti del brano ambient con tanto di Synth e organi digitali iper-uranici. L’apoteosi della svenevolezza sfumata e senza nerbo tipica del filone viene raggiunta in Wonder 2, mentre l’ossessione si libera e decomprime nella batteria di Nothing is.

Gli ingredienti dello stile shoegaze ci sono tutti, dosati con sapienza e seguendo rigorosamente tutti i canoni del genere. Dal gruppo che è il capostipite (assieme ai Jesus and Mary Chain) di questo stile sarebbe stato difficile aspettarsi diversamente, ma la speranza – va detto – c’era. Il quartetto capitanato da Kevin Shields ha realizzato un buon album, di piacevole ascolto, ma se cercate l’originalità questo album non fa per voi. È un album nostalgico  in tutto e per tutto, nella costruzione melodica e nella scelta delle sonorità. Manca quella novità, quella freschezza che li ha resi famosi e incensati tra la fine degli ’80 e i primi ’90 con gli albums  Isn’t Anything e Loveless (219° nella classifica dei 500 migliori album di tutti i tempi stilata dalla rivista Rolling Stones). Ma ripetersi, si sa, è difficile e pionieri lo si è una volta sola; e forse è anche per questo che nella loro seppur lunga carriera i My Bloody Valentine hanno registrato solo tre Long Playing. Certo, l’aver influenzato almeno due generazioni di musicisti post-rock dovrebbe comunque bastare.

Un album nostalgico impastato in sonorità passate ma in linea con la nuova e liquida industria musicale. La band per promuovere l’album ha deciso di sfruttare la rete, annunciandolo prima via Facebook e permettendo di scaricare gratuitamente l’album dal loro sito; senonché dopo qualche giorno che l’avevano uploadato il loro server è andato in crash, ecco allora il piano B: appoggiarsi ad una piattaforma esterna (nel caso specifico YouTube) per dare la possibilità ai fan di ascoltare la loro ultima fatica. Per il concerto bolognese aspettatevi un muro di suono inestricabile e  la timidezza tipica dei shoegazer: occhi fissi a terra a guardare e amministrare riverberi e distorsioni.

Le prevendite sono aperte dall’8 marzo alle ore 10.