“Un amico che gli Stati Uniti non sapevano di avere”. Per capire quanto la figura di Hugo Chavez abbia pesato in questi ultimi anni è sufficiente confrontare questa dichiarazione rilasciata dall’attore americano Sean Penn con quella ufficiale rilasciata dal suo presidente Obama, che ha parlato di apertura di “una nuova fase” nella vita del Paese: “In questo momento difficile – ha osservato Obama – gli Stati Uniti ribadiscono il loro sostegno al popolo venezuelano e il loro interesse a sviluppare un rapporto costruttivo con il governo del Venezuela. Gli Stati Uniti mantengono il loro impegno verso politiche volte a promuovere i principi democratici, il ruolo della legge e il rispetto dei diritti umani”. 

Democrazia e diritti umani sono il solco attorno a cui si sono schierate le diverse reazioni, da Cuba – che ha proclamato tre giorni di lutto nazionale in onore del Caudillo – all’Iran di Ahmadinejad, fino alla Russia di Putin, è il blocco dei paesi non occidentali a piangere maggiormente il leader venezuelano. A cominciare dal presidente iraniano che ha descritto Chavez come “simbolo della resistenza contro l’imperialismo e un martire per il bene della Nazione venezuelana”. “Lo spirito di un grande uomo che ha sempre cercato la libertà e la giustizia è ora in cielo  – ha scritto Ahmadinejad in un messaggio a Maduro – e il mondo è addolorato per la morte di un leader valoroso, saggio e rivoluzionario”. Ahmadinejad, stretto alleato di Chavez, in passato aveva spesso parlato del leader del Venezuela come di un “fratello”. Più moderata la reazione di Vladimir Putin che, nel telegramma di condoglianze inviato a Caracas, ha parlato di “un uomo non comune e forte che guardava nel futuro e ha sempre puntato al massimo per se stesso”. 

E sulla morte del presidente venezuelano si è espresso anche il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-Moon. Il segretario generale dell’Onu si è detto “rattristato” e in una nota ha espresso le sue condoglianze alla famiglia, al governo e al popolo del Paese latinoamericano. “Chavez si è battuto per le aspirazioni e le sfide delle persone più vulnerabili – ha affermato il leader del Palazzo di Vetro – fornendo un impulso decisivo per i nuovi movimenti di integrazione regionale, pur mostrando solidarietà verso altre Nazioni del mondo”. Per il segretario generale il contributo del presidente venezuelano nei colloqui di pace tra il governo colombiano e le Forze Armate Rivoluzionarie è stato “di vitale importanza”. Ban ha infine rinnovato l’impegno dell’Onu a lavorare a fianco del governo venezuelano per lo sviluppo e la prosperità del Paese.

Intanto il Venezuela ha proclamato sette giorni di lutto nazionale e tre giorni di chiusura delle scuole. I funerali di Hugo Chavez si svolgeranno venerdì 8 marzo. Lo ha reso noto il ministro degli Esteri di Caracas, Elias Jaua. Il ministro degli Esteri venezuelano ha annunciato poi che sarà il vicepresidente Nicolas Maduro ad assicura la presidenza ad interim, e non il presidente dell’Assemblea Nazionale, Diodado Cabello. Una decisione che secondo alcuni analisti potrebbe rappresentare una violazione della Costituzione. “Nella Costituzione è chiaramente stabilito quello cue bisogna fare: ora che si è registrato una assenza assoluta, dovrà assumere (la presidenza) il vicepresidente, per convocare le elezioni nei prossimi 30 giorni”, ha detto Jaua, in una intervista trasmessa da TeleSur, aggiungendo che nel suo ultimo discorso pubblico, lo scorso 8 dicembre, Chavez ha chiesto al governo di “accompagnare” Maduro “e questo è ciò che faremo ora”.

L’articolo 233 della Costituzione venezuelana stabilisce tuttavia che in caso di “assenza assoluta del presidente eletto prima di aver preso possesso del suo incarico, si procederà ad indire una nuova elezione universale, diretta e segreta nei 30 giorni consecutivi e seguenti e nel frattempo l’incarico della Presidenza del Venezuela andrà al presidente dell’Assemblea Nazionale”, cioè Cabello. Lo stesso articolo prevede la possibilità di affidare l’incarico presidenziale ad interim al vicepresidente solo se “l’assenza assoluta del presidente avviene nei primi quattro anni del suo periodo costituzionale”, cioè se il presidente eletto ha assunto il suo nuovo mandato. Chavez, rieletto nello scorso ottobre, non ha mai assunto formalmente il suo nuovo mandato, con il giuramento rituale dinnanzi alla Corte Suprema di Giustizia: la cerimonia era prevista per lo scorso 10 gennaio, ma è stata annullata a causa del ricovero del presidente all’Avana, e la stessa Corte Suprema ha autorizzato la sua sospensione sine die, fino al momento in cui le condizioni mediche di Chavez avessero permesso il suo svolgimento.