Inizialmente avrebbe dovuto essere un progetto solista, poi, complice la tournée live dopo il fortunato disco d’esordio Becoming a Jackal affrontata insieme con amici musicisti, inevitabilmente, quello dei Villagers si è trasformato strada facendo in un gruppo vero e proprio. Conor J. O’Brien (ex-The Immediate) da Malahide, paese sulla costa Est dell’Irlanda, ritorna con la nuova band presentando questo Awayland, disco intimo e personale dalle molteplici sfumature, dove il pop rock e l’elettronica sono ben assortiti con archi e fiati che spesso e volentieri prendono il sopravvento. Undici storie dal villaggio, da ascoltare in religioso silenzio per goderne la bellezza, assaporarne la magia. Un album che merita più di un ascolto per esser compreso pienamente. La scrittura non è sempre fluida, il tentativo di riaggiornarne il linguaggio è ammirevole. Su tutte Nothing Arrived, The WavesMy Lighthouse. Consigliato.