La grande vittoria del centrodestra alle elezioni comincia a dare i suoi frutti televisivi. Benché i suoi parlamentari siano diminuiti di trecento unità (caso strano per una vittoria) e tra le assenze nel nuovo parlamento ci siano personalità di grande rilievo televisivo, come Gianduja Napoli o l’avvocato Paniz, grande esperto in parentele, i sopravvissuti si danno un gran da fare all’interno dei talk. Soprattutto le sopravvissute. Mara Carfagna ha rafforzato il suo piglio già molto deciso in campagna elettorale, ma la vera sorpresa viene da Maria Stella Gelmini, di cui già nelle settimane scorse Fulvio Abbate aveva segnalato sulle pagine del Fatto l’imprevisto ritorno.

Ieri mattina, se qualcuno se lo fosse perso, ne ha fatta una delle sue ad Agorà. Si discuteva delle prospettive di un nuovo governo e il giornalista tedesco ospite è intervenuto con un’osservazione forse un po’ maliziosa ma non certo campata in aria: Berlusconi è atteso da tre sentenze nel giro di due mesi e questo spiega la sua fretta di creare un quadro politico che lo veda protagonista. Non l’avesse mai detto. “Ma la smetta, lei da anni non fa altro che gettare fango” gli dà sulla voce la Gelmini con la sua cantilena e con l’originalità e la profondità di pensiero che ha sempre dimostrato nei quattro anni di ministero. Ma non è finita, per chiudere il suo articolato intervento aggiunge: “se ne torni in Germania!”, con la stessa eleganza con cui un tifoso italiano avrebbe apostrofato Karl Heinz Schnellinger, quando all’ultimo secondo di Italia-Germania, finita poi 4 a 3, segnò il gol che mandava tutti ai supplementari.

Ora, di fronte a queste nobili parole rivolte a un rappresentante della stampa estera, cittadino europeo, sorgono due domande. Prima: in futuro ci sarà qualche rappresentante del governo tedesco che si rifiuterà di andare a cena con la Gelmini? Seconda: ma c’è davvero qualcuno nel Pd che pensa che si possano fare larghe intese con personaggi di questo calibro? Per favore, a quest’ultima domanda, ditemi di no, che non c’è proprio nessuno.