Il botto atteso c’è stato. Le proiezioni della vigilia sono state confermate appieno. Il M5S ha fatto incetta di voti, appunto come previsto. Un po’ meno previsto il fatto che il Pd le elezioni riuscisse a perderle (di fatto) ancora una volta. Ora c’è l’ingovernabilità, a meno di un grandissimo ed improbabile inciucio fra sinistri e destri. Che comunque durerebbe poco.

E molti a lamentarsi della ingovernabilità, della tegola che ci è caduta addossoVoglio essere una voce fuori dal coro, ma non per essere bastian contrario, bensì perché la penso davvero così.

È così un grosso danno l’ingovernabilità? In fondo essa è stata arrecata dal fatto che finalmente una larghissima fetta di popolazione si è espressa contro un potere che da sempre malgoverna il nostro paese. Correva l’anno 1876 quando l’abate Antonio Stoppani definiva a ragione il nostro “il Bel Paese”. Un paese che il mondo ci invidiava, meta di amanti della natura e della cultura, come Goethe, Byron, Shelley. E come l’ha ridotto il Bel Paese una classe politica di cialtroni, prona solo a fare gli interessi di questa o quella forza economica (quella del cemento sopra tutti), senza alcun rispetto del territorio ma anche della gente che ci vive?

È vero, l’Italia oggi è ingovernabile. Ma non può che essere questo il primo passo verso la sostituzione di una classe dirigente che non ha mai fatto gli interessi di noi tutti.