A Parma è festa per i Cinque stelle, ma alle urne il primo partito è il Pd, scelto da 34.544 sui 108.763 elettori alla Camera (32,69 per cento di preferenze). Un record confermato anche al Senato, con 35.004 voti su 101.835 (34,99 per cento), che segna una rimonta rispetto alle amministrative, visto che al primo turno il partito con Bernazzoli aveva ottenuto 17.472 preferenze. “Un esito che lascia una grande incertezza perché si va incontro a un problema di ingovernabilità – ha commentato Giorgio Pagliari, ex capogruppo Pd che ora da Parma andrà a Roma in Senato – Il risultato avvilente è quello del centrodestra: significa che i cittadini non si indignano, e di fronte alla corruzione o alle indagini credono a chi gli promette quello che vogliono, come la restituzione dell’Imu”. 

La Stalingrado di Beppe Grillo tiene e il Movimento 5 stelle a Parma fa di nuovo “boom”. A distanza di nove mesi dall’elezione di Federico Pizzarotti, i cittadini confermano la fiducia nel Movimento 5 Stelle, raddoppiando addirittura il numero delle preferenze rispetto alle elezioni comunali dello scorso maggio.

Al primo turno, quando Pizzarotti era passato al ballottaggio con lo sfidante del Pd Vincenzo Bernazzoli, a votare per i Cinque stelle erano state 13.817 persone (il 19,9 per cento delle preferenze). Ma alla prova nazionale i parmigiani che hanno votato per Beppe Grillo, secondo i dati relativi al Senato, sono 26.655 (pari al 26,65 per cento) e alla Camera addirittura oltre il 28 per cento con 30.071 voti. Un dato che ha il sapore di una seconda vittoria per il sindaco Pizzarotti, per cui questa prova alle urne era anche un primo termometro del suo apprezzamento in città. E il verdetto finale, visti i recenti malumori dell’opposizione e dei comitati cittadini per la politica di austerità fatta di tagli e tariffe al massimo, non era per nulla scontato. “È un risultato positivo per la nostra città, dimostra che al di là della fatica e delle decisioni impopolari, i cittadini apprezzano i nostri sforzi e capiscono il nostro lavoro, nonostante quello che a volte si legge sui giornali” ha commentato a caldo il primo cittadino sotto i Portici del Grano, dove lo scorso maggio i parmigiani avevano festeggiato la sua elezione a sindaco.

Parma per la seconda volta sceglie dunque i Cinque stelle, con un risultato (parziale) che supera quello nazionale. “Questa fiducia premia tutto il nostro lavoro di questi mesi – ha continuato Pizzarotti – significa che i parmigiani comprendono le nostre difficoltà reali nel governare questo capoluogo. Non è facile mantenere in equilibrio una città così indebitata, ma credo che anche per altri Comuni Parma potrebbe diventare un esempio del fatto che un diverso modello di politica e di gestione è possibile”.
Da Parma, l’attenzione del sindaco si sposta poi sui risultati nazionali. “Non mi aspettavo nulla – dice – ma questo risultato premia una campagna elettorale fatta nelle piazze e vicino ai cittadini. La cosa più importante è tornare a governare insieme a loro”. Alla luce delle possibili spartizioni dei seggi tra Camera e Senato e del rischio di ingovernabilità per il Paese, secondo il sindaco tra le priorità del prossimo Governo dovranno esserci la riforma elettorale e il tema dei costi della politica: “Sarà necessario tornare a confrontarsi sulla riforma elettorale che non è stata affrontata fino ad ora, visto che i risultati ci dicono che il Governo non sarà molto governabile e forse non di lunga durata  – spiega – E poi parlare dei tagli ai costi della politica, che in un momento così difficile possono rappresentare un risparmio e una risorsa da distribuire sui territori”.

Altra questione fondamentale per il sindaco è lavorare sulla coscienza dei cittadini: “Quello che si capisce anche dai dati sul centrodestra è che i cittadini devono formarsi una coscienza critica, informarsi per capire, leggere i programmi e seguire gli incontri delle forze politiche in campo, per capire davvero come votare, senza credere agli spot elettorali dell’ultimo minuto”.

Anche il Pdl a Parma ha visto una netta rimonta rispetto alle amministrative. Se a maggio a votare il partito simbolo degli scandali e della corruzione erano state 3.275 persone (5,32 per cento), al Senato il partito di Silvio Berlusconi ha raccolto 14.981 voti (14,97 per cento) e alla Camera 15.186 (14,37 per cento).

Ora la partita passerà a Roma, ma in vista della massiccia presenza in Parlamento dei Cinque stelle al Governo, Pizzarotti non ipotizza alleanze con gli altri partiti, ma prevede piuttosto il modus operandi già visto in Sicilia. “Saranno i parlamentari a decidere – conclude – Ora il nostro peso è importante, ma non siamo una forza che cerca alleanze. Noi siamo per lavorare sulle riforme e sui progetti. Siamo per le idee e non per le ideologie”.