Soltanto una Istituzione secolare poteva avere la forza di invalidare un detto popolare…ma questo fatto, oltre ad avere scombussolato i cultori dei proverbi, aspetto secondario, ha disorientato e sta disorientando milioni di cattolici nel mondo.

Come succede nelle migliori famiglie quando muore un congiunto col quale in vita non si era riusciti ad instaurare un buon legame, così oggi tutti i detrattori di questo Papa si prodigano in dichiarazioni che inneggiano alla santità e all’umiltà di Benedetto XVI. Magari si tratta delle stesse persone che in qualche modo hanno contribuito a determinare questa Sua decisione, abbattutasi sul popolo dei cattolici come una tempesta a ciel sereno.

Riflettendo sulla scelta del Papa di dimettersi, credo che non si possa parlare di coraggio piuttosto di volontà sorretta da una grande fede: questo Papa vuole che la Chiesa si rinnovi e che sia più vicina ai poveri, patrimonio della Chiesa stessa.

Ma mi domando: “Il Papa si dimette perché pensa di non poter essere più Lui a condurre la Chiesa per le vie del rinnovamento? Pensa che lo Spirito Santo agisca nell’uomo a secondo della sua forza fisica e psichica? Perché Egli non ha scelto di rappresentare, e questo sì che sarebbe stato un grande capovolgimento, il grido di denuncia e la profezia dentro la Chiesa stessa, così come lo è per il mondo?”

Cristo ha affidato all’uomo la Sua Chiesa e per questo, umanamente, rispetto la scelta del Papa, ma credo che egli avrebbe potuto osare di più: in quanto Vicario di Cristo avrebbe potuto tirare le “cattedre” del Vaticano per aria, come fece Gesù nel Tempio.

Certamente il Suo gesto segna un passo in avanti verso l’umanizzazione della Chiesa, che spesso nella sua pseudo spiritualità è stata lontana da quell’umanità sofferente tanto a cuore al Cristo morto e risorto.   

Una cosa è certa, stiamo vivendo un periodo nel quale “tutto” si muove, “tutto” si adegua, “tutto”si uniforma. La forza della “Chiesa di Gesù Cristo” sta nella Profezia, nella Denuncia e nell’Annuncio…per maggiori informazioni e chiarimenti rivolgersi a Padre Pino Puglisi.