È arrivata forte, nell’Emilia terremotata, l’onda generata dallo tsunami Movimento Cinque Stelle. Là dove si cerca di ricostruire ciò che il sisma ha distrutto, i cittadini hanno voltato le spalle ai grandi partiti, alla politica delle coalizioni, alla destra e alla sinistra per votare “il nuovo che avanza”. “I giovani, perché i nostri giovani non credono più nella politica” spiegano i terremotati. Che con oltre il 20% dei voti assegnati ai grillini in quasi tutti i Comuni dell’area ‘cratere’, hanno di fatto incoronato il Movimento pentastellato come secondo partito in regione, subito dopo il Pd, ancora al timone, sebbene indebolito, e prima del Pdl, che se nel 2008 aveva preso tra il 28 e il 29%, nell’ultima tornata elettorale, quasi sempre, non è arrivato nemmeno al 20%.

Un boato poderoso quello del Movimento Cinque Stelle, che in Emilia Romagna sì, ha saputo cavalcare l’onda del dissenso verso la politica attuale, “fautrice di promesse che poi puntualmente vengono disattese”, ma che ha anche conquistato il territorio, ascoltando le istanze di chi, a maggio, in pochi secondi ha perso tutto. La casa, il lavoro, persino la famiglia, a volte. “I grillini sono stati i primi a interessarsi a noi” spiegano gli abitanti della bassa, “a questo punto, siamo stanchi. E davanti alla possibilità di scegliere, scegliamo loro. Vogliamo credere in loro”. Parlano chiaro le percentuali appena diffuse dai seggi, scrutinati nel pomeriggio a partire dalle 15, sebbene come in tutta Italia, i votanti siano stati meno rispetto al 2008.

Per quanto riguarda il Senato, a Bomporto le Cinque Stelle hanno raggiunto il 28,42%, 16,88% per il Pdl e 36,87% per il Pd. A Finale Emilia, invece, il Movimento ha ottenuto il 23,46%, il Pd il 34,89%, il Pdl solo il 18%. A Concordia sulla Secchia si è aggiudicato il 21,18%, preceduto dai Democratici, 42,24% e seguito dai berlusconiani, 14,94%. Andamento simile a Medolla, M5S 21,31%, Pd 42,17% e Pdl 12,39%, a Mirandola, M5S 19,45%, Pd 39,74, Pdl 16,03%, e a Carpi, M5S 20,07%, Pd 47,19%, Pdl 13,12%. E ancora a Novi di Modena, dove le Cinque Stelle hanno raggiunto il 20,80%, distaccando il partito dell’ex premier Berlusconi di nove punti (11,94%), mentre i Democratici hanno vinto con il 48,12%. O a Sant’Agostino, M5S 23,89%, 28,98% per il Pd e 24,07% per il Pdl. 

Alla Camera l’impatto è stato ancora più forte, tanto che in molti Comuni Grillo e i giovani militanti hanno sfiorato il 25%. A Bomporto hanno quasi raggiunto il partito rosso, toccando il 30,22%, a un passo dal Pd, 34,44%, e distaccando di parecchie lunghezze il Pdl, fermo al 16,64%.  A Finale Emilia si sono guadagnati il 25,34%, Pd e Pdl rispettivamente al 33,02% e 17,67%, a San Felice sul Panaro il 24,51%, 32,77% per i bersaniani e 16,06% per i berlusconiani, a San Possidonio il 21,63%, dopo il 35,82% del Pd e prima del 19,83 del Pdl. Ancora, a Concordia 22,51%, 40,42%, per il Pd e appena il 14,60% per il Pdl, a Mirabello, nel ferrarese, hanno preso il 21,40%, strappando il secondo posto al Pdl, fermo al 20,80%, subito dopo il Pd, al 33,98%. A Carpi, 21,31% per i grillini, contro il 44,89% del Pd e il 12,66% del Pdl.

“Il voto di oggi non è solo una contestazione, anche se ovviamente la volontà di protestare ha influito – spiega Giacomo Fiori, libero professionista bolognese, che ha aiutato alcune famiglie terremotate a presentare la tortuosa documentazione per chiedere il rimborso – la politica, così come l’abbiamo conosciuta fino a oggi, non è più vicina alla gente, non è più al nostro servizio ma si aspetta che siamo noi cittadini a servirla. Vediamo i leader dei partiti discutere tra loro, e poi accordarsi, promettere un cambiamento e ripresentare sempre le stesse facce. Non sono più credibili, è ovvio che ormai molti non si fidino più”.

Tantissimi i cittadini che hanno scelto di rinunciare al ‘voto di pancia’, così radicato nell’Emilia da sempre tinta di colore rosso, per scegliere di votare con la testa, “le idee, i programmi, l’antipolitica come risposta a una classe di governo che in questi anni ci ha sempre deluso”, scrivono sul web i terremotati. “E’ meglio saltare nel buio e votare Grillo che fingere di credere ancora a chi ci ha già governati”. Il Partito Democratico delle alleanze con Monti, o quello dell’ex premier Berlusconi, in bilico tra processi e trovate elettorali “che più che altro, ci hanno lasciato con l’amaro in bocca”.

Anche se in molti apprezzano l’operato dei sindaci locali, quasi tutti di sinistra, che già nelle prime ore dopo il terremoto avevano allestito tutte le strutture necessarie a offrire un riparo alla popolazione traumatizzata. “A livello locale è tutto diverso – spiega Rosa, che a Finale ci vive da sempre – il sindaco qui è bravissimo, però a Roma non c’è lui. E molti miei concittadini sono stanchi di aspettare”. I rimborsi, per prima cosa, ancora ingolfati da una burocrazia difficile da sopraffare ma, in alcune città, anche solo i documenti per farne richiesta. E poi risposte sulle molte questioni che devono ancora essere risolte: il tema fiscale, ad esempio, o un rimborso danni per le abitazioni di classe A, agibili ma da ristrutturare in seguito al sisma. Priorità per chi, almeno per il momento, può contare solo sulle proprie forze per ricostruire.

“Dopo queste elezioni credo di poter dire che destra e sinistra, con i loro connotati ideologici, non esistano più – scrive su Facebook Mattia Meschieri, uno dei fondatori di Alzati Italia, il ‘partito dei terremotati’ nato per rispondere alle mancanze della politica –  Ormai si votano due coalizioni e Grillo, come fattore bomba”.

“Alle urne si decidono le sorti della nostra area – racconta anche la pagina online di Finale Emilia Terremotata Protesta, che negli scorsi giorni aveva portato più di 200 persone sotto le torri di Viale Aldo Moro per contestare i ritardi della ricostruzione – Noi abbiamo dichiarato, ed è vero, che non abbiamo preferenze politiche, però permetteteci di dire una cosa: senza Monti sarà diverso. I politici e non i tecnici dovranno scegliere il nostro destino, Monti è stato crudo e duro con noi, Napolitano non ci ha neppure ricordato nel messaggio di fine anno, ora siamo nelle mani dei politici, non c’è da stare molto allegri, ma peggio di così…”.

“Non so se il Movimento 5 Stelle sia meglio di ciò che c’è stato fino ad ora – commentano i risultati elettorali anche da San Possidonio – ma almeno negli ultimi vent’anni non era al governo”.