Skip to content


Sei in: Il Fatto Quotidiano > Elezioni 2013 > Elezioni 2013, ...

Elezioni 2013, Censis: “Il 40 per cento degli elettori di Grillo è del centrosinistra”

Il questionario è stato somministrato ai partecipanti il 22 febbraio scorso alla manifestazione di chiusura della campagna elettorale del Movimento 5 Stelle in piazza San Giovanni, a Roma

Beppe Grillo a Piazza San Giovanni

Fuori dagli schemi di destra e sinistra. Come ogni movimento di rottura del quadro politico preesistente. Il 48,6% di quelli che dichiarano il voto per il Movimento 5 stelle si proclama estraneo a una collocazione politica definita con quello schema. Ma un ulteriore 32,7% si dichiara di sinistra, un 7,9% di centrosinistra, per un totale di 40,6%. Meno intensa la presenza di chi si sente di destra o di centrodestra, pari al 10%. E’ quanto emerge dalla ricerca del Censis, ‘La piazza dei 5 Stelle’, effettuata il 22 febbraio scorso, attraverso un questionario somministrato ai partecipanti alla manifestazione di chiusura della campagna elettorale del Movimento 5 Stelle in piazza San Giovanni, a Roma. Un ulteriore riscontro viene dal comportamento avuto alle precedenti elezioni politiche del 2008: il gruppo più numeroso è formato da chi si era astenuto (27,5%), seguito da ex elettori del Pd (25,3%). Altro segmento significativo è rappresentato dai flussi provenienti dall’Italia dei Valori (14,5%) e dal Popolo della Libertà (10,5%), mentre quote minori riguardano la Sinistra Arcobaleno (5,0%), la Fiamma Tricolore (2,1%), l’Udc (1,1%), la Lega nord (0,5%).

Indicare soluzioni in grado di affrontare la crisi è la priorità dei cosiddetti “grillini”. La scelta di voto per il Movimento 5 Stelle è infatti motivata “soprattutto per i più giovani, dalla speranza che questa formazione politica possa offrire una possibile soluzione della crisi che sta attraversando il Paese (61,6%), mentre per il restante 38,4% è un’espressione di protesta“. “Resta forte la delusione verso la politica tradizionale – spiega l’indagine Censis – e la conseguente necessità di dare uno scossone a un sistema ‘marcio’, anche grazie a una significativa presenza in Parlamento di rappresentanti del Movimento in grado di mettere in difficoltà i politici tradizionali, giudicati inadeguati”. Così il 37,7% ritiene che tutta la politica tradizionale abbia deluso, mentre il 36,6% dichiara di condividere il programma del M5S. Per il 30,2% bisogna dare uno scossone a un sistema marcio, e il 19,9% pensa che il movimento fa partecipare i cittadini. Il 14,3% vorrebbe una presenza significativa del M5S in Parlamento, mentre per il 7,2% degli intervistati, Grillo è un leader coinvolgente e una persona pulita. Il 4,2% vorrebbe che anche i politici “si trovassero in difficoltà come me”; il 3,2%, infine, ritiene che i candidati siano gente nuova e competente. Internet e social network risultano i principali veicoli informativi utilizzati dalla maggior parte dei votanti (65%) per entrare in contatto con il movimento, anche se solo il 2,1% dichiara di aver partecipato a consultazioni online.

L’85,6% dei partecipanti alla manifestazione, intervistati dal Censis, erano intenzionati a votare 5 Stelle. Erano infatti elettori dichiarati (55,1%), militanti (14,2%) o indecisi ma orientati a votarlo (16,3%). Minoritaria è risultata la presenza motivata da curiosità o da esclusivo interesse per la dialettica del leader Beppe Grillo, ma senza adesione politica. A una tale categoria (presenti ma non votanti) appartengono relativamente di più i giovani con meno di 29 anni (19% rispetto alla media del 14,4%) e gli over sessantenni, per il 24,2% presenti per pura curiosità. Mentre per oltre il 90% dei trentenni e quarantenni la presenza in piazza segnava un impegno di partecipazione politica. Interessanti anche le caratteristiche sociali dei partecipanti alla manifestazione: alto livello di istruzione, con il 29,1% di laureati e il 56% di diplomati; occupati per il 57,9%, disoccupati, in cerca di occupazione o in cassa integrazione per il 13,6%, studenti in gran parte universitari per l’11,6%, pensionati per il 10,4%, casalinghe per il 5,3%. Fra gli occupati la maggior parte degli intervistati ha un impiego a tempo indeterminato nella Pubblica amministrazione (26,6%) o presso imprese private (30,6%). Larga la presenza fra gli intervistati di lavoratori autonomi nelle professioni, artigianato, commercio e di imprenditori, categorie che in complesso sono pari al 27,6%. L’area del lavoro precario assomma all’11,2% fra dipendenti a tempo determinato, CoCoPro, partite Iva. Particolarmente elevata è la quota di intervistati che dichiarano di aver vissuto per un periodo all’estero, pari al 24,2%.


Gentile utente, ti ricordiamo che puoi manifestare liberamente la tua opinione all'interno di questo thread. Ricorda che la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 22 alle 7 e che il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500. E' necessario attenersi alla Policy di utilizzo del sito: evita gli insulti, le accuse senza fondamento e mantieniti in topic. Per alcuni giorni, a causa di ragioni tecniche, tutti commenti andranno in pre moderazione. Inoltre, chi posterà più volte lo stesso commento (anche se con parole diverse) verrà segnalato. Ti avvisiamo che verranno pubblicati solo i commenti provenienti da utenti registrati. La Redazione