“Siamo sfiduciati. Ma veniamo a votare comunque, perché i politici non sono tutti uguali”. Lo afferma un’elettrice sorridente all’uscita di uno dei seggi di Roma. Lo spirito che si respira tra le persone che hanno appena infilato la scheda nell’urna, nelle sezioni della capitale, è di sostanziale scetticismo. Ma non manca il senso di responsabilità e la speranza in un cambiamento profondo della politica italiana. Tra chi sogna una rottura radicale e chi, nonostante tutto, continua a credere “in una buona politica e in buoni partiti”  di Tommaso Rodano