Crosetto è gay, me l’ha detto lui quando era al governo“. E’ la rivelazione che fa Giuliano Ferrara ai microfoni de “La Zanzara”, su Radio24. “Chiedeteglielo” – continua il giornalista – “Anche se è alto e virile, l’apparenza inganna“. L'”elefantino” poi si concede una torrenziale e durissima invettiva contro Dario Fo. “E’ un insopportabile trombone” – tuona – “Quando danno il premio Nobel, è come una malattia. Ti inoculano nel cervello e nelle corde vocali quell’elemento tenorile di trombonismo molto insincero e molto brutto. Fo peraltro querela sempre quando si dice che è stato nella Repubblica Sociale Italiana“. E aggiunge: “Anche Giorgio Albertazzi era repubblichino e non lo nega, perché lui è una persona seria, mica è un buffone che a 80 anni va in piazza da Grillo, che è una maschera di Carnevale, per cercare di raccogliere il consenso conformista di grandi platee di giovani”. E rincara: “Fo è stato anche uno spregevole fiancheggiatore culturale, psicologico e politico delle Brigate Rosse. Con la sua orrenda commedia “Morte accidentale di un anarchico” – continua – ” ha trasformato la pietà per il povero Pinelli in una crudele accusa nei confronti del commissario Calabresi“. Il direttore de “Il Foglio” sostiene anche che chi vota il Movimento 5 Stelle è “un po’ coglione”. “Grillo è sublime come maschera” – dichiara – “perché ha questo corpaccione immenso e il capello barocco e francese, ma quando sento i suoi discorsi mi fa rimpiangere Flaminio Piccoli, Amintore Fanfani e la prima parte della Prima Repubblica“. Ferrara ribadisce che alle elezioni voterà Berlusconi. “Ma è un voto non razionale e da matto, un voto per amicizia” – precisa – “quella del rimborso dell’Imu è una balla al limite di “Totò truffa”. Se si azzarda a restituirmi l’Imu, gliela rimando indietro, perchè è una tassa giusta e sacrosanta“. Su Oscar Giannino, invece, il giornalista asserisce: “Ha commesso un errore di vanità a sfondo mitomaniacale, ma è sempre stato un uomo bizzarro. Quando ci fu l’attentato alle Twin Towers, per due anni nella redazione de “Il Foglio” all’ora della tragedia lui si alzava e cantava l’inno americano”. Ferrara, infine, fa un monologo sulla omosessualità. “E’ una qualunque variante culturale, erotica e psicologica, ma in genere la si supera. Io personalmente la consiglio a tutti, perché è divertente, carina e simpatica, ma non è tanto naturale“. E osserva: “Questo paese diventa furioso con la questione della pedofilia. Mette sotto processo Don Gelmini e il clero e poi elegge Pasolini un santo italiano. Anche a lui piacevano i ragazzi di 16-17 anni. Non dico che l’omosessualità è legata alla pedofilia. Ma è indubbio che al frocio piacciano più i ragazzi che i vecchi signori, così come all’eterosessuale piacciono di più le ragazze giovani”. Infine, Ferrara, afferma che neppure sotto tortura voterebbe Antonio Ingroia, di cui si cimenta in una brevissima imitazione. “E’ decisamente peggio di Grillo, che è una grande maschera e un grande oratore” – dichiara – “Ingroia è un addormentato, è noiosissimo. Uno che aggiunge lo spirito manettaro alla noia è veramente bestiale”  di Gisella Ruccia