È straordinario come nella campagna elettorale che si concluderà tra poco più di 24 ore si sia riuscito a non parlare proprio di nulla, certo le dimissioni del Papa e il festival non hanno aiutato. Ma è paradossale che gli unici temi entrati nel dibattito sono arrivati attraverso le gaffe e gli scandali. Incidenti di percorso di una campagna elettorale autoreferenziale come non mai, al massimo lezioni di economia e esibizioni muscolari di showman a fine carriera.

Anche Grillo cade nel non rispondere alle domande, vittima del suo monologo davanti la folla. Allora dobbiamo dire grazie ai due esponenti di “Fratelli d’Italia” che con il loro squallido video hanno ricordato che esiste un Paese omofobo, lontana anni luce dalla cultura civile espressa dal palco di Sanremo, che è quello delle maggioranze parlamentari che hanno sempre respinto le leggi contro l’omofobia e mai veramente aperto la discussione sul riconoscimento dei diritti per le coppie omosessuali. Figuratevi parlare di matrimoni o di adozioni, cosa che avviene anche nei Paesi governati dai conservatori come la Gran Bretagna e la Germania. Sarebbe bello vedere la Meloni dichiararsi a favore quantomeno di una legge contro l’omofobia. Ovviamente vale per tutti, Monti per primo.

Anche la gaffe di Giannino, che non è un politico di professione dimostrando i suoi limiti proprio nello sprint finale scivolando proprio sul leitmotiv del suo movimento, il merito. Formazione, innovazione, diritto allo studio, manca all’appello la generazione più formata e meno utilizzata della storia repubblicana del nostro Paese, è possibile che qualche punto di Pil potesse trovarsi in questo dibattito? Ringraziamo l’eclettico giornalista fintosi economista, che con il suo suicidio politico ci ricorda che in questo Paese tanta gente con lauree e master lavora in un call center. Certo, l’amico Zingales rischia di passare come il comandante Schettino della politica, meglio non averlo a bordo.

Tra i ringraziamenti inseriamo anche i banchieri della Monte dei Paschi di Siena, che ci ricordano che questo Paese non è povero, il problema è semmai che sono poveri gli italiani. Le banche non funzionano perché troppo spesso sono occupate a risolvere le grane degli amici, a mettere i soldi dove finti imprenditori giocano a zero rischi con i capitali nostri. Poi quando un vero imprenditore, quello che rischia veramente, cerca la banca per sostenere la sua impresa, con tanto di collaboratori e imprenditoria sana per un territorio, si vede rispondere che non ci sono soldi per rischiare.

Per non parlare dello scandalo Finmeccanica, impresa in parte pubblica, dove l’amministratore delegato è di nomina politica, uno che percepisce uno stipendio di 2 milioni di euro per intenderci, che viene beccato a passare tangenti e recuperare fondi neri. Si dice che un partito nato sulla spinta di “Roma Ladrona”, lo stesso che un tempo esponeva il cappio ai politici indagati, abbia guadagnato qualcosa. Certo, sarà avvenuto a propria insaputa, come succede solo qui da noi, peccato che questo accade solo ai potenti mai ai poveri cristi.

Ai poveri cristi arriva solo l’illusione, quella che magari ti fa distrarre per un attimo dai morsi della fame, quella che si materializza con la lettera di restituzione dell’Imu da parte di Berlusconi. Avrebbe tanto da restituirci Berlusconi, che continua a godere della tragedia di questo Paese. Continua a prendere in giro gli italiani, soprattutto i più deboli che è la cosa più meschina di un potere arrogante e autoritario.

Ma tanto siamo alla fine di questa campagna, si spera che sia l’epilogo del ventennio, che giustamente doveva concludersi parlando di orgasmi di donne e di favole per cercare ancora una volta l’applauso di quell’italietta che troppo spesso ci dimentichiamo di vedere. Per questo grazie ai fratelli d’Italia, grazie a Mussari, grazie a Orsi, grazie a Giannino, per ricordarci che l’Italia è malata, non solo nei conti che non tornano, ma nella sua cultura civile.