Trafitto dall’ultimo Sanremo, cui ho assistito per ben diciannove minuti, e ancor più dalla classifica dei cantanti fornita su questo sito dal sommellier Andrea Scanzi, mio blogger di riferimento, mi sono chiesto: ne capisco forse io meno di politica di quanto lui ne capisca di canzoni? Detto fatto, beccatevi questa classifica sanscemese dei nostri leader, stilata prima dei risultati finali – dopo, sono buoni tutti – risultati che non saranno decisi da una giuria di qualità, ricordo, ma dai tristemente noti elettori italiani in combutta con il Porcellum. Connubio da brivido, o da Guinness dei primati: dove «primati» sta per scimmie evolute, ma poi mica tanto.

Oscar Giannino: 6 – – Finalmente una faccia nuova, benché ripresa da stampe dell’Ottocento: dopo tanti politici con le favorite, finalmente uno con i favoriti (che dio mi perdoni). Peccato solo lo scivolone su lauree più master, da lui rimediato in rapida successione 1) lasciando messaggi sulla segreteria telefonica degli amici, 2) confessando tutte le proprie colpe, 3) dimettendosi dal Fare, che è come dimettersi da se stesso, 4) ritirandosi in un eremo sull’Appennino (una delle quattro notizie è falsa). Tutto perdonato, ci mancherebbe, purché confessi un’altra cosa: l’immagine se la rovina da sé, o paga qualcuno per farlo?

Ingroia & i Masochisti: 4. Ovvero: come giocarsi la reputazione di una vita al solo scopo di essere loro, stavolta, quelli che fanno perdere la sinistra, come se non ci avesse già pensato Beppe Grillo. Verrà ricordato soprattutto per il fulmineo ritorno dal Guatemala, la cartucciera a tracolla (una delle due è falsa, ma potrebbe essere vera), e naturalmente per l’imitazione che ne ha fatto Crozza: ma questo non vale solo per lui, vedi alla voce Bersani.

Berluskaiser & i Cialtroni: 8+ Altro che Elio e le storie tese: la restituzione dell’Imu – quel «prendi» che crea un’atmosfera – sullo sfondo di scenari apocalittici – schizzo dello spread, crollo dell’euro, fine dell’Europa, implosione delle borse, adesione finale dell’Italia all’Unione Africana – mostra che siamo ancora ai livelli di altre prestazioni storiche, tipo Ponte sullo Stretto, del resto riproposte pure stavolta. Si è ritirato pure il papa, lui no, si diverte troppo, ma noi, quando cominciamo a divertirci noi?

Monti: non classificato. Nei momenti migliori, fa lo stesso effetto dell’acqua minerale sgasata lasciata sobbollire al sole in una bottiglia di plastica.

Bersani sui Tubi: 6+ Possibile che l’unica cosa sua che si ricordi sia questo tormentone dello smacchiare il giaguaro? Qualcuno dovrebbe dirgli che essere il meno peggio non è una ragione sufficiente per fare il Presidente del Consiglio. Io, nel mio piccolo, lo voto solo se promette che poi lascia a favore dell’omonimo Samuele, migliore anche come politico; alle primarie, del resto, avevo votato la mozione Amedeo Nazzari (e chi non ricorda la gag di Corrado Guzzanti, peste lo cólga).

Grillo&Casaleggio: 9–. Geniale la trovata dell’amico inesistente con la capigliatura ad albero di Natale, uno psicanalista junghiano ne uscirebbe pazzo, se è per questo anche le piazze ne escono pazze, devono essere piene di psicanalisti junghiani disoccupati. Straordinaria anche la coerenza con cui rifiuta di rispondere a qualsiasi domanda: vorrebbero farlo anche gli studenti agli esami, gli inquisiti durante gli interrogatori…In due, trentun centimetri di talento artistico, uno in più di Rocco Siffredi.

E ora, da bravi primati, incrociamo le dita delle mani e dei piedi, e stringiamo serenamente le chiappe.