È accaduto quello che Mediobanca ha sponsorizzato sin dall’inizio per l’acquisto de La7: Urbano Cairo (l’amico dell’amico, già assistente di Berlusconi) nei prossimi giorni, se confermerà l’offerta, diventerà il nuovo padrone della tv che in questo ultimo anno e mezzo, grazie a Mentana, Santoro, Lerner, Gruber, Formigli, Crozza e l’ex direttore di Rai3 Ruffini è stata la vera antagonista del duopolio Mediaset-Rai. Due i dubbi sull’operazione. Perché Cairo rinuncia all’acquisto della rete trasmissiva, il vero patrimonio di Telecom Italia Media? Perché il cda, con in testa Tarak Ben Amar (altro amico dell’amico), non ha concesso una settimana di tempo a Diego Della Valle per presentare l’offerta?

Della Valle non è amico dell’amico, con lui La7 poteva fare quel salto per diventare il vero terzo polo e aprire una nuova era tv. Il suo interessamento, invece, ha accelerato la vendita. Questo ennesimo papocchio dimostra che è indispensabile una nuova regolamentazione del sistema radiotelevisivo che apra il mercato senza favoritismi. Sono tante le leggi che andrebbero cambiate, dal conflitto d’interessi a quella finta sulla corruzione, alla legge Fornero, alla par condicio che imbavaglia chi vuole informare, non dà spazi uguali ai contendenti, non impedisce a chi comanda in tv di fare ciò che vuole, soprattutto non regolamenta il confronto televisivo tra gli sfidanti.

Berlusconi oggi che rincorre Bersani lo vorrebbe, nelle elezioni del 2001 era lui rincorso da Rutelli (più giovane, più alto e più bello) lo rifiutò. Dopo l’occupazione di tv e radio, la violenza verbale, poco rispetto per l’avversario e la gara a chi la spara più grossa, ho pensato che l’Italia può aver futuro solo se il Pd con Vendola e c. vincerà le elezioni. Spero che Ingroia abbia un buon risultato e dopo il voto faccia l’accordo con Bersani. Grillo all’opposizione servirà da controllo e da stimolo. Monti, dopo il modesto risultato elettorale, tornerà a fare il senatore a vita in attesa di possibili futuri incarichi istituzionali. Maroni, sconfitto in Lombardia da Ambrosoli, sfiderà Berlusconi all’Ok Corall. Il consigliere Verro, candidato per il Pdl verrà eletto, al suo posto la Commissione di Vigilanza, che nel frattempo ha cambiato maggioranza, nominerà nel cda della Rai un grande esperto di comunicazione e di tv, lontano dai partiti, Carlo Freccero e finalmente nell’azienda si parlerà di strategie editoriali, piano industriale, concorrenza e meritocrazia. Solo un sogno?