Tra i vertici del Consiglio superiore della magistratura c’è anche un imbarazzo parentale legato alla vicenda Finmeccanica. Il primo presidente della Cassazione Ernesto Lupo, componente di diritto del Comitato di presidenza a palazzo dei Marescialli, è il consuocero di Manuela Romei Pasetti, magistrata andata in pensione per ricoprire l’incarico di membro del comitato di sorveglianza di Finmeccanica. È lei (non indagata) che, secondo gli inquirenti, si muove per cercare di far accelerare al Csm la nomina del procuratore di Busto Arsizio in modo da neutralizzare il procuratore reggente Eugenio Fusco, troppo “zelante” nell’indagare sull’amministratore delegato Giuseppe Orsi e company.

La parentela non è certo una colpa ed Ernesto Lupo è magistrato stimato da tutti, ma proprio per questo, il primo presidente di Cassazione è amareggiato, si sente molto a disagio per il comportamento di Romei Pasetti. A persone a lui vicine ha confidato di aver rotto i rapporti. L’imbarazzo è comprensibile. La consuocera (suo figlio ha sposato la figlia di Romei Pasetti) secondo il Noe dei carabinieri, in piena indagine Finmeccanica, cerca di avere informazioni sulla nomina del procuratore di Busto Arsizio: telefona ad Alessio Orlando, assistente del consigliere del Csm, Paolo Corder, togato indipendente, e a Luisa Napolitano, ex membro del Csm, fuoriuscita da Unicost.

Gli intrecci fra questi nomi sembrano usciti da una telenovela: Orlando, attuale assistente di Corder, è stato anche l’assistente di Luisa Napolitano. Napolitano e Corder sono amici. Corder è anche molto legato a Romei Pasetti che per lui ha fatto “campagna elettorale” in vista delle elezioni al Csm. Romei Pasetti telefona sia a Orlando che a Napolitano. L’inchiesta Finmeccanica, avviata dalla procura di Napoli, faceva una gran paura e il trasferimento a Busto Arsizio, il 24 luglio 2012, viene visto come una manna dal cielo: “Molto bene , no?” dice Emanuela Gerosa al marito Carlo, manager italo-svizzero. Il marito: “Uhm! Uhm!”.

L’entusiasmo dura poco. Addirittura Romei Pasetti va a trovare Fusco per difendere Orsi. “Nel mese di settembre 2012”, scrive il Noe, “la Procura di Busto Arsizio provvedeva a notificare alle società AgustaWestland e Finmeccanica l’informazione di garanzia che determinava una reazione a catena tra i vari indagati che ponevano in essere comportamenti tesi ad ostacolare la ricostruzione dei fatti… nonché tentavano di acquisire informazioni avvalendosi anche dei rapporti di conoscenza vantati da ex magistrati identificati nel dott. Grechi (Giuseppe Grechi, ex presidente della corte d’appello di Milano, assessore di Roberto Formigoni, ndr) e dott.ssa Romei Pasetti, rispettivamente presidente e membro dell’ O.D.V. di Finmeccanica”.

Romei Pasetti incontra Fusco “Al fine di minimizzare i fatti, ritenendo l’ing. Orsi una persona corretta”. L’ex magistrata fallisce la missione e qualche giorno dopo, il 24 settembre 2012, decide di fare quelle telefonate che imbarazzano il Csm. Romei Pasetti ammette quelle chiamate ma dice di averle fatte per essere sicura che il bravo Fusco restasse al suo posto. In ogni caso il “traffico di influenza” non porta a nulla. In Quinta commissione, competente per le nomine, “Non c’è stata alcuna interferenza. Né su di me né sugli altri consiglieri”, garantisce il presidente Riccardo Fuzio. I fatti lo dimostrano: la nomina del procuratore di Busto Arsizio è in alto mare, i candidati proposti sono ben tre: Gianluigi Fontana, Vincenzo Macrì e Mario Venditti. Al presidente Fuzio, però, quelle telefonate non sono piaciute: “ E’ preoccupante che un’attività del Consiglio sia stata oggetto di conversazioni all’interno di una delle più importanti società italiane per interessi privati. Si ripropone il tema della questione morale che spesso coinvolge anche l’operato del Csm”.