A volte, ritornano! Sì, ma, attenzione, il Financial Times, questa volta, non si riferisce a Mr. B e alla sua cricca, ma risale indietro nel tempo fino al Governo Prodi 2006/’08. ‘Imbeccato’ dal ritorno del Professore – quello di Bologna, non quello della Bocconi- sul palco della politica, a Torino, accanto a Bersani, il Financial Times s’interroga sulla “virtuale ripetizione all’esperienza del governo Prodi”, l’ammucchiata da Mastella a Ferrero che durò poco, fece meno e aprì la strada al ritorno del Cavaliere. Su cui, invece, punta l’editoriale de El Pais, “Berlusconi todavia”, ‘ancora Berlusconi’: “nessuno scenario elettorale è peggiore per l’Italia”, dove “il populismo guadagna terreno” e “giudici e magistrati sono l’unico freno agli abusi del potere”.

Già a tappeto, la copertura delle elezioni italiane sulla stampa internazionale s’intensifica all’avvicinarsi del voto. Sul tasto dell’ingovernabilità, battono pure il Time (“Italia impossibile: Bersani dovrà tenere insieme una coalizione di centro-sinistra per governare”) ed El Economista, mentre Abc insiste sulla ‘resurrezione’ di Berlusconi, frutto d’un miracolo televisivo.

Dopo avere fatto la copertina dell’edizione cartacea su ‘Chi può salvare Italia’, il sito web di The Economist ospita una video-intervista con lo stesso titolo al proprio ‘editor’ europeo: “Incredibile -dice- che Berlusconi sia di ritorno. Gli italiani devono svegliarsi”. Per Le Figaro, gli scandali avvantaggiano “il colpo di ramazza” di Beppe Grillo; secondo Le Monde, fanno il gioco di Ingroia. E Die Welt, con una punta di amarezza, constata che “l’Italia non vuole più il suo salvatore”, cioè Mario Monti: “il candidato dei sogni non solo di Berlino e Bruxelles, ma anche degli investitori”. non riesce a parlare al cuore degli italiani”. Mentre la Bloomberg e altri descrivono un elettorato confuso e indeciso, il che rende qualsiasi pronostico altamente aleatorio: “Il rischio – scrive l’agenzia americana – è un risultato che neghi la vittoria a chiunque e porti alla paralisi”.