Purtoppo la cosa che ricordo meglio di Falcone e Borsellino sono le notizie della loro morte. Si veniva già dall’uccisione di Scopelliti dove Falcone aveva intuito che il prossimo sarebbe stato lui. In un certo senso, è brutto dirlo, era una notizia attesa, come lo sarebbe stata quella della morte di Borsellino, anche se non credevo così vicina a quella di Falcone. Vanno poi ricordate anche le morti delle persone delle scorte, che vengono sempre dimenticate, persone in carne ed ossa con delle famiglie, dei figli ed è giusto riconoscere anche a loro il coraggio e la scelta, pur se di lavoro, di rimanere vicino ai due stimati magistrati sapendo, probabilmente, di condividerne la morte.

Davanti a stragi ben congegnate come la mafia usava fare in quei terribili anni, le scorte servivano a ben poco.

Di Borsellino ricordo l’ultima intervista, il suo definirsi un morto che cammina, un condannato a morte. Purtroppo aveva ragione, sono passati pochi giorni ed è arrivata la strage che lo ha ucciso. Quella strage che lascia ancora adesso, dopo 20 anni, tanti interrogativi. Il primo sicuramente riguarda la scomparsa della sua agenda rossa dove scriveva i suoi appunti sulle inchieste in corso e che portava sempre con sé. Rubata nel momento dell’attentato, nasconde sicuramente il segreto per il quale negli ultimi giorni Borsellino era così sconvolto da confessare di sentirsi tradito.

Falcone e Borsellino hanno rappresentato la magistratura seria, l’onore, lo Stato, o almeno quello che lo Stato dovrebbe essere, visto lo scandalo della trattativa tra Stato e mafia di cui si è venuti a conoscenza molti anni dopo, argomento di cui solo i giornali ed i giornalisti liberi da legami politici hanno scritto e parlato in termini onesti.

Quello stesso Stato che ha dato loro la meritata Medaglia d’oro al valor civile, trattava con la mafia per fermarli. Quello stesso Stato che trattava con la mafia per far fermare gli attentati ed intanto lasciava uccidere i magistrati che lo rappresentavano nella lotta contro la mafia stessa. Quello stesso Stato che, per non far uccidere dei politici minacciati, si piegava al ricatto della mafia e cedeva alle richieste di quest’ultima.

Falcone e Borsellino hanno rappresentato, e rappresentano tutt’ora, la migliore parte dell’Italia, quella pulita, seria ed onesta.

Monica Stanghellini