Le mucche a passo lento di Bela Tarr in Satantango o l’apertura di Robert Altman ne I protagonisti? Il folgorante e dinamitardo incipit de L’infernale Quinlan di Orson Welles o l’unico (?) piano infinito di Arca Russa?  L’entrata nel club di Ray Liotta in Quei bravi ragazzi di Scorsese o l’interminabile sequenza dei soldati israeliani nel fango che trasportano il compagno ferito in Kippur di Amos Gitai? Questione di piano sequenza, scelta sopraffina del linguaggio cinematografico che verrà spiegata dal regista Mateo Zoni in una lezione di cinema che si terrà al cinema Rosebud lunedì 18 febbraio 2013 ore 21.00.

Il piano sequenza resiste dai tempi dei fratelli Lumiére, una ripresa che da sola forma un’intera sequenza cinematografica. In poche parole: nel tempo invisibile che scorre dietro le quinte, dietro ogni taglio di montaggio (lì dove una scena si interrompe e ne incomincia un’altra) passano minuti, ore, anni. Ciò che avviene invece, durante una ripresa “lunga”, accade solo in quel momento, in quel luogo e in quel tempo. Nella lezione si “smonteranno” alcuni piani sequenza classici e contemporanei, scelti tra i più necessari alla misura e al respiro del film in questione. Un pretesto per parlare del linguaggio del cinema con una tecnica che, fingendo, ci racconta la verità così com’è. Mateo Zoni nel 2011 ha collaborato con Gianni Amelio nel film Il primo uomo, dal libro incompiuto di Albert Camus. Il suo lungometraggio d’esordio, Ulidi piccola mia, in concorso al 29° Torino Film Festival, prodotto da Indigo Film è uscito nelle sale italiane il 4 maggio 2012, distribuito da Cinecittà.

Seguirà lunedì 18 marzo l’incontro con Tania Pedroni: co-sceneggiatrice e produttore associato de “L’uomo che verrà”, il film di Giorgio Diritti vincitore del Gran Premio della Giuria al Festival Internazionale del Film di Roma 2009 e David di Donatello 2010 come miglior film. Per lo stesso film ha ricevuto la candidatura ai David di Donatello 2010 come sceneggiatrice. Con Fredo Valla e Giorgio Diritti firma la sceneggiatura del terzo film di quest’ultimo, (“Un giorno devi andare”) in concorso al Sundance Film Festival 2013.

L’ingresso ai due incontri è gratuito.