Alle ore 20 del 28 febbraio Benedetto XVI tornerà a essere Joseph Ratzinger. La sua rinuncia è una scelta epocale, ufficialmente dettata da motivi di salute, che tuttavia arriva in un periodo in cui la Chiesa è scossa dal vento degli scandali e delle divisioni al vertice. Secondo le aspettative di molti, l’elezione del suo successore può essere l’occasione per dare avvio a un forte rinnovamento, necessario per recuperare armonia e credibilità e contrastare la crisi della fede e il processo di secolarizzazione. Quel “cammino radicale di cambiamento” proposto in punto di morte dal Cardinale Martini nel suo testamento spirituale. Ma quali devono essere i primi passi di tale cammino? “Uomo da marciapiede” ha posto la questione ai passanti per le strade di Milano. Pochi in verità si dichiarano cattolici praticanti. Ma molti, credenti e non credenti, vorrebbero una Chiesa capace di riconoscere gli errori del passato e aperta ai cambiamenti della società, meno legata alla rigidità dei dogmi e più aderente allo spirito del Vangelo. Sobria negli apparati e nelle forme e capace di rimettere in discussione la propria organizzazione interna e i propri insegnamenti, per esempio in tema di sessualità, libertà di cura, diritti dei gay, famiglia. Un segnale forte sarà il nome che uscirà dal Conclave. In strada come nei forum sul web, tanti sperano che questa sia la volta buona per un papa nero, o quanto meno del Sud del mondo. E voi come la pensate? Dite la vostra nei commenti e votando la risposta che vi convince di più  di Piero Ricca, riprese e montaggio di Franz Baraggino