Sarà stata l’atmosfera di San Valentino o la polemica dei primi giorni, ma giovedì sera a Sanremo la politica è stata del tutto assente. Fuori dall’Ariston, però, i politici italiani non hanno smesso di analizzare il Festival con gli occhi della politica (e della strumentalizzazione elettorale).

È il caso, ad esempio, di Maurizio Musolino, coordinatore Dipartito Esteri dei Comunisti italiani, che ha definito il Festival “una vetrina privilegiata per Israele”. La bislacca interpretazione è dovuta alla presenza, nella serata di mercoledì, della modella Bar Rafaeli e del cantante Asaf Avidan.

“Negli occhi e nella mente dei dieci milioni di italiani che seguiranno il Festival resterà così l’idea – ha tuonato Musolino – di Israele come stato ‘normale’. L’occupazione delle terre palestinesi e arabe, le politiche razziali contro i cittadini israeliani non ebrei, l’apartheid verso i palestinesi, il muro divisorio ripetutamente condannato dall’Alta corte dell’Aja, le decine di risoluzioni delle Nazioni Unite disattese, le angherie quotidiane su donne, bambini e uomini palestinesi, le migliaia di prigionieri politici, scivolano così via come acqua”. “Verrebbe proprio voglia – conclude – di invocare una par condicio anche su questi temi “.

Ma siccome la questione israelo-palestinese è roba molto più complessa di un comunicato indignato vergato dopo aver assistito a una gara di canzonette, a noi verrebbe proprio voglia di chiedere a Musolino se davvero non ci sia nessun altro argomento più serio e argomentato da utilizzare in campagna elettorale.

A quanto pare, però, il Festival non è solo il centro di un pericoloso complotto sionista. Pare che sia in atto una macchinazione contro i leggendari fiori della città ligure. L’assessore alla Floricoltura del comune di Sanremo è furibondo perché la Rai non darebbe abbastanza spazio ai fiori, eliminati anche quest’anno dalla scenografia sul palco: “Quest’anno più che mai la crisi ha colpito il settore e migliaia di persone impegnate in questo lavoro, ma la Rai ogni anno ci risponde che le nuove scenografie non si conciliano con gli addobbi floreali. Oggi più che mai è necessario che la Rai ci aiuti a dare rilievo ai fiori”.

Intanto, su Facebook è nato il gruppo Marxisti per Toto Cutugno dopo l’esibizione del cantante con il coro dell’Armata Rossa. E ieri sera, dopo la prima classifica dei Big che ha premiato i cantanti lanciati dai talent show televisivi, su twitter c’era chi chiedeva a gran voce l’intervento dei carri armati sovietici, guidati dal prode Cutugno, per ristabilire l’ordine e la qualità.