Un ministro per la Società Digitale; accesso wi-fi in tutti gli esercizi commerciali, stazioni ferroviarie e aeroporti; coupon elettronici e pagamenti in mobilità: sono essenzialmente queste le richieste che “Alleanza per Internet” ha avanzato a tutti candidati leader della prossima tornata elettorale. Si è sentito e letto molto sull’Agenda Digitale italiana, ma perché ora? Perché, già lanciata nel 2004, dovrebbe funzionare proprio adesso? Quanto spazio ha il digitale in campagna elettorale? Quanto è sentita la necessità di una “spinta digitale” negli elettori? A rispondere a queste domande ci ha pensato il presidente Francesco Pizzetti, già presidente dell’Autorità garante per la protezioni dei dati dal 2005, docente all’Università di Urbino, pro-rettore dell’Università di Torino, città per la quale ha ricoperto anche il ruolo di vice-sindaco negli anni ’90.

Perché Alleanza per Internet?
Siamo convinti che solo puntando con grande decisione sul digitale, il Paese possa riprendere a crescere, reggere la competizione e assicurarsi una posizione di tutto rilievo anche nel mondo futuro. Un secondo obiettivo fondamentale di Alleanza per Internet è concorrere ad aiutare e stimolare l’Italia a essere presente nel dibattito europeo e mondiale, in tutte le sedi decisionali e scientifiche in cui si costruisce il futuro. Oggi non c’è futuro né innovazione se non dentro lo sviluppo della società digitale. Il terzo motivo è quello di accompagnare con i nostri sforzi e la nostra attività l’effettivo passaggio del Paese, della sua Amministrazione, dei suoi servizi pubblici e privati e del suo sistema educativo al mondo digitale. Un lavoro enorme, che richiede la partecipazione di ogni forza disponibile, e noi ci mettiamo, insieme a tutti gli altri, a disposizione del Paese per questo.

Perché proprio adesso? A ridosso della tornata elettorale, in un momento di crisi economica e quindi con meno fondi a disposizione?
Alleanza per Internet è nata ora perché ora si è aperta una fase nuova e importantissima per l’Italia. Finalmente il Paese si è dotato di una prima, piuttosto articolata, anche se non ancora compiutamente definita, Agenda digitale. Finalmente abbiamo avviato la costruzione di una governance convincente per l’attuazione della società digitale con la creazione dell’Agenzia digitale. Inoltre siamo alle soglie di una nuova legislatura che fra i suoi compiti avrà anche quello di portare avanti, completare e accelerare l’attuazione di una credibile e incisiva trasformazione del Paese verso una moderna e compiuta società dell’innovazione.

Alcuni degli “attori” sono gli stessi del 2004: che cosa è cambiato e cosa è possibile fare adesso?
Dal 2004 ad oggi sono passati quasi dieci anni. E, da quanto mi è stato riferito, quello fu solo un annuncio che non diede seguito pressoché ad alcuna operatività. Il fatto che alcuni, che allora volevano promuovere una Alleanza per Internet, siano oggi fra i promotori di questa nostra iniziativa testimonia quanto furono precursori allora e quanto continuino a credere nell’esigenza di una iniziativa come questa oggi. Rispetto al 2004 sono cambiate moltissime cose, ma una in particolare differenzia profondamente i due periodi. Oggi in Europa e in Italia la spinta alla digitalizzazione della società si concretizza in una strategia definita, di ampio respiro, legata non a caso a programmi articolati e corposi come l’Agenda digitale europea e, sia pure purtroppo ancora in misura minore, l’Agenda digitale italiana. Oggi molto più nel 2004 la società tutta è chiamata a un grande sforzo collettivo, che attraversa tutti i settori e coinvolge tutti, operatori istituzionali, imprese, organizzazioni economiche e sociali, cittadini. Per questo oggi l’idea di allora viene ripresa con più forza e determinazione e si è concretizzata in una iniziativa forte, che nel giro di poche settimane vede già coinvolti centinaia di soggetti interessati a partecipare.

Lei ha scritto a tutti i candidati leader…
Abbiamo scritto a tutti i candidati leader presentando la nostra iniziativa e formulando tre proposte. Crediamo però che tutte e tre debbano essere sostenute con forza e abbiamo visto con soddisfazione che molti altri protagonisti del web sono sulla nostra stessa posizione. Alcune di queste proposte sono state già riprese anche nelle dichiarazioni di molti leader e partiti, e in generale abbiamo registrato in questi giorni un accentuato interesse ai tempi del digitale in tutte le proposte politiche che si contendono il campo. Ci permettiamo di ritenere che in parte sia anche merito nostro.

È possibile individuare un leader che possa darvi certezze maggiori sulle proposte che avete avanzato?
Alleanza per Internet ha grandi ambizioni e speranze e si assegna un compito che impegnerà il Paese per molti e molti anni. Dunque per noi il tema non è avere o individuare un leader di riferimento ma spingere tutta la classe dirigente e la classe politica italiana, gli stakeholders, le istituzioni, le associazioni, i gruppi sociali e i cittadini a impegnarsi in questo sforzo. Chiunque a livello politico si muoverà con onestà, competenza e determinazione in questa direzione avrà la nostra collaborazione.

Pensate di intervenire nella campagna elettorale?
Non ci proponiamo affatto di “intervenire attivamente” nella campagna elettorale, né di influenzare l’elettorato a favore di un leader piuttosto che di un altro. Abbiamo volutamente presentato la nostra iniziativa il giorno dopo il termine ultimo per la presentazione delle liste in modo da evitare di avere candidati fra i nostri promotori e di non lasciar dubbi che non era una iniziativa legata alla campagna in corso. Il nostro è un orizzonte di lungo periodo e abbiamo ambizioni ad ampio raggio, come è giusto che sia per chi vuole aiutare il paese in un compito così difficile. La campagna elettorale per noi è una fase che si concluderà tra venti giorni. Ovviamente dopo le elezioni seguiremo con attenzione, come tutti, le vicende politiche del Paese e la formazione del nuovo Governo, ma sempre con un unico e solo fine, quello di concorrere a accelerare la società dell’innovazione in Italia e di difendere il ruolo dell’Italia digitale nel mondo 

Quanto secondo lei l’argomento è sentito dagli italiani e quindi dagli elettori?
Il Paese è alle prese con una crisi economica gravissima e con problemi sociali e strutturali di grande peso. Dunque non vi è dubbio che al centro della preoccupazione degli italiani ci siano oggi lo sviluppo, la crescita, il lavoro. Siamo certi però che l’accelerazione della società digitale è una delle azioni più utili da intraprendere, proprio per assicurare sviluppo e occupazione e che moltissimi, specialmente fra i giovani, lo sanno. Siamo certi anche che i cittadini, consumatori e utenti, sono sempre più insofferenti verso i ritardi dovuti al ritardo della modernizzazione dell’Amministrazione e del sistema dei servizi. Gli italiani vogliono e hanno diritto di vivere nella modernità, come i cittadini degli altri grandi Paesi europei. Crediamo dunque che questi temi siano sentiti da moltissimi come temi importanti e perfino centrali, anche in un momento così difficile come questo

Il 25 febbraio come si porrà Alleanza per Internet di fronte al nuovo governo?
Come è doveroso che si ponga una iniziativa come questa, nata per aiutare il Paese a correre il più possibile sulla via della digitalizzazione e dell’innovazione, e quindi disposta istituzionalmente a confrontarsi e collaborare col Governo del Paese, così come con tutte le altre istituzioni e tutti gli altri protagonisti dello sforzo comune. Saremo collaborativi e daremo tutta la nostra disponibilità per l’interesse comune, che è innanzitutto l’interesse del Paese. Daremo e chiederemo attenzione.