Mi sarebbe piaciuto avere qualche anno in più oggi per avere dei ricordi nitidi sull’attività dei due eroi per eccellenza del nostro Paese. Avevo tre anni in quel maledetto 1992, per questo motivo non ho alcun ricordo dei fatti diretti di quell’epoca. Ma mano a mano che sono cresciuto sono sempre rimasto impressionato dalla storia di Giovanni e Paolo.

Ho ricordi nitidissimi delle prime commemorazioni che si sono svolte a Capaci ed in Via D’Amelio alla fine degli anni 90 e seguenti. Nel corso degli anni mi sono documentato fino all’esaurimento perchè ho capito che non bisogna basarci solo sulle informazioni che ci dicono i media in Tv. Le stragi di Capaci e Via D’Amelio hanno una portata immensa nel quadro del nostro paese. Hanno influenzato il sistema attuale e continuano a farlo. Non passa giorno ultimamente (anche a seguito delle vicende losche del giugno 2012 che vedono coinvolto in prima persona il nostro Presidente della Repubblica) che io non pensi a loro. Che non vada a rivederemi una loro intervista, un loro commento. Ebbene oggi a 24 anni ho capito. Basta mettere in fila gli eventi e la logica viene da se.

Tutti i potenti lo sanno e fanno finta di non ricordare. Provo profondo sdegno nei confronti dei politici che a distanza di 20 anni non si sono ancora stancati di mentire su ciò che realmente è accaduto. Non si stancano mai. La magistratura fa il possibile x giungere alla verità (si è fermata alla “camera della verità”) e ancora oggi viene denigrata e lasciata sola proprio come accadeva a Giovanni e a Paolo. Io devo ringraziarli anche se non ho avuto modo di conoscerli di persona. Sono ad un passo dalla laurea in giurisprudenza (proprio ieri ho sostenuto l’esame di procedura penale) e ogni volta che varco la soglia della facoltà io penso sempre a loro due. Proprio grazie a loro e al loro senso di giustizia ho intrapreso questo tipo di studi.

A volte penso a come sarebbe più bello (nonostante la tragedia delle stragi) riuscire a conoscere una volta per tutte la verità. Ma ho fiducia in questo Pese allo sfascio. Paolo diceva che la lotta alla mafia poteva essere sconfitta solo attraverso una partecipazione attiva della società civile. E questo è quello che sta accadendo da diversi anni a questa parte. Dobbiamo parlarne in continuazione, prima che i diretti interessati che tramano tutt’ora si portino i loro segreti nella tomba. E’ una lotta dura e oggettivamente impari: i cittadini Vs il potere criminale delle istituzioni. Spero vivamente un giorno di sapere i nomi e i cognomi di coloro che ce li hanno portati via. E anche di coloro che in questi anni li stanno coprendo e tutelando pur di non giungere alla verità. Servirebbero anche degli strumenti giuridici più forti e meno blandi, cosa che purtroppo gli ultimi governi di questo 20 anni non hanno mai fatto, ad eccezione delle riforme più importanti che sono state fatte non per sconfiggere la mafia, ma per tutelare e salvare i politici stessi. Non per dare seguito all’opera di Paolo e Giovanni. Ai nostri politici no è mai importato nulla di Paolo e Giovanni. Erano loro d’intralcio.

Erano uomini speciali (come loro non penso torneranno), che hanno avuto una vita sempre in pericolo (il loro errore era semplicemente agire per il bene dello Stato; quello stesso Stato che poi li ha traditi), hanno lottato per pulire l’Italia intera dal sistema mafioso ed erano arrivati ad un passo dal far saltare il sistema. Sono sicuro che ce l’avrebbero fatta se nn fossero successe le stragi. Con loro questo paese oggi sarebbe sicuramente migliore. Ci mancano. A me personalmente mancano tantissimo. Me li porto dentro di me ogni giorno. Il mio faro sono loro due e lo saranno per sempre.

Francesco Bertelli