I controlli di Bankitalia sulla Banca popolare di Spoleto hanno rilevato “gravi anomalie di governance”, con “un’accesa conflittualità degli organi aziendali” e “una incontrollata e imprudente condotta operativa”. I commissari hanno sottolineato in un comunicato che gli accertamenti ispettivi di via Nazionale sull’istituto di Spoleto si sono conclusi il 6 dicembre scorso “con un giudizio complessivo sfavorevole“, alla luce di “un’aspra contrapposizione creatasi tra Spoleto Credito e Servizi (socio di maggioranza dell’istituto umbro) e Monte dei Paschi di Siena“, secondo azionista della Banca popolare di Spoleto (con il 25,9%).

Secondo i commissari l’ispezione ha comportato una serie di rettifiche sul valore dei crediti, che sono state recepite nei conti aziendali, e “le gravi anomalie riscontrate si sono negativamente riflesse sulla situazione tecnica della banca”. Il ministero dell’Economia aveva disposto nei giorni scorsi, su proposta della Banca d’Italia, lo scioglimento degli organi con funzioni di amministrazione e controllo della Banca Popolare di Spoleto. E, negli stessi giorni, il presidente dell’Adusbef Elio Lannutti aveva bacchettato l’ex numero uno di via Nazionale, Mario Draghi, affermando in relazione alla vicenda Monte Paschi che “alla Banca d’Italia non mancano i poteri conferiti nell’esercizio della propria attività, ma la volontà dei vertici di porre fine a una gestione fraudolenta del credito e del risparmio”.

E le brutte notizie per la Banca popolare di Spoleto, e quindi anche per Mps, non finiscono qui. I commissari straordinari hanno sospeso dalla sue funzioni Francesco Tuccari, direttore generale dell’istituto, in amministrazione straordinaria. E l’agenzia Moody’s ha tagliato il rating della banca umbra a ‘Caa2’ da ‘B3’. Il merito creditizio resta ora sotto osservazione “con direzione incerta”. “Il downgrade – afferma Moody’s – segue l’intervento della Banca d’Italia che il 12 febbraio scorso ha posto l’istituto in amministrazione straordinaria”.