Era un giorno normale, di fine primavera, stavo stirando e avevo la mia bimba per terra che giocava, per passare il tempo avevo la televisione accesa.

Tutto sembrava scorrere normalmente, invece in un momento ho sentito il gelo nelle vene, le lacrime mi sono salite agli occhi, ho alzato il volume e la notizia non lasciava dubbi, un attentato al giudice Falcone, dicevano che era gravissimo, nell’arco di poco si è saputo che era morto,  erano morti quasi tutti.

La voragine che si era aperta era spaventosa, come spaventosa era la consapevolezza che tutto era perduto e che anche il giudice Borsellino ora rischiava molto.

Il giorno che invece massacrarono Borsellino ero in campeggio sul lago di Garda, io ero in ferie e lui era morto, mi sono chiesta molte volte che uomini erano questi, dove trovavano il coraggio, loro sapevano benissimo che il loro giorno sarebbe arrivato , ma non per opera del destino ma per decisioni di uomini.

Loro credevano nello stato, ma lo stato non credeva in loro, li ostacolava, li isolava, usava il metodo mafioso. Gli eroi sono loro, perchè vivevano giorno dopo giorno con questa consapevolezza e credetemi deve essere stato molto difficile. Io non sono mai andata in Sicilia, ma sono sicura che se andrò un fiore e un grazie porterò a questi eroi .

Donna schifata da questo stato.

Sabina