“Io non voto Berlusconi”. Lele Mora lo confessa durante la presentazione a Milano del suo libro ‘La mia verità’ sui 407 giorni passati nel carcere di Opera, dopo il patteggiamento per la bancarotta della sua LM Management. A seguito dei suoi guai giudiziari, Mora non può recarsi alle urne per cinque anni, ma in ogni caso non avrebbe messo la croce sul simbolo del Pdl: “Non ho mai votato – spiega -. I politici sono tutti uguali. Chi sbaglia dovrebbe fare come Ratzinger: dimettersi”. A processo anche per il caso Ruby, l’ex agente dei Vip è rimasto deluso soprattutto da due persone, il direttore di Chi? Alfonso Signorini ed Emilio Fede: “Con tutto quello che ho fatto per lui, Signorini non si è degnato nemmeno di mandarmi una lettera”. L’ex direttore del Tg4 invece è preso dal potere e dal denaro: “Se non gli avessi dato parte dei soldi, forse non sarei fallito e mi sarei salvato”. Berlusconi invece rimane un amico: “Ma non parlo con lui da gennaio 2011. Siamo inquisiti entrambi, è giusto mantenere il distacco”. Alla presentazione del libro, che per Mora rappresenta la “risalita” da un periodo di grande sofferenza, hanno partecipato anche don Antonio Mazzi, il cappellano del carcere di Opera don Antonio Loi e Mauro Coruzzi, in arte Platinette  di Luigi Franco