Il nome del nuovo presidente dello Ior non è quello di Bernard De Corte, ma quello di un cinquantenne tedesco, appartenente ai Cavalieri di Malta. Un uomo, dicono all’Adnkronos autorevoli fonti vaticane, di robusta formazione finanziaria. Il belga De Corte era stato dato per già nominato giovedì mattina proprio dall’agenzia di stampa Adnkronos. Ma dal Vaticano era arrivata una smentita. “Non confermo, ci sarà un comunicato ufficiale” però fa sapere padre Federico Lombardi (nella foto) al briefing in sala stampa a chi chiedeva conferme sulle indiscrezioni: “Ho detto ieri che saranno dare le informazioni a tempo debito. Se poi uno rincorre le notizie si assume le proprie responsabilità”. 

Chiunque sarà la nuova guida dell’istituto bancario questa sarà quindi l’ultima nomina del pontificato di Ratzinger, anche se a farla non è direttamente il Pontefice, ma la Commissione cardinalizia che sovraintende allo Ior. Si sono quindi i giochi e sta quindi per arrivare la nomina del nuovo presidente dell’Istituto per le Opere di religione, che andrà al posto occupato fino al maggio scorso da Ettore Gotti Tedeschi. “E’ plausibile che nei prossimi giorni ci sia la nomina del presidente dello Ior – aveva confermato il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi –. Era un processo avviato da molto tempo e non vedo perché debba essere interrotto se il Papa ha annunciato le sue dimissioni”. Comunque, quello che è stato un iter molto laborioso, è arrivato alla stretta finale. I candidati della “rosa” definitiva sono stati convocati in questi giorni in Vaticano, sentiti ad uno ad uno, e sono stati esaminati i loro profili. 

Entro fine mese potrebbe esserci anche il “rimpasto” della Commissione cardinalizia di Vigilanza, presieduta dal cardinale Tarcisio Bertone che vorrebbe un suo uomo alla guida della banca – anch’egli in procinto di decadere come segretario di Stato per le dimissioni del Papa al 28 febbraio – e nella quale sono dati in uscita il cardinale francese Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo interreligioso – anche se non è del tutto certo -, e l’italiano Attilio Nicora, che come presidente dell’Autorità di Informazione finanziaria non potrà più cumulare la carica con quella di membro della supervisione dello Ior. Al posto di Nicora dovrebbe entrare il cardinale Domenico Calcagno, presidente dell’Apsa (Amministrazione del Patrimonio della Sede apostolica), organismo che ha anche le funzioni di una sorta di “banca centrale’ del Vaticano. La Commissione cardinalizia deve riunirsi il prossimo 26 febbraio, a due giorni dalle dimissioni del Papa e della decadenza dello stesso segretario di Stato.