Non c’è tregua per i colossi dell’imprenditoria italiana. Mentre Finmeccanica ha chiuso per il secondo giorno in rosso a Piazza Affari dopo l’arresto per corruzione del presidente Giuseppe Orsi, un altro dato scuote Paolo Scaroni, amministratore delegato dell’Eni, indagato per corruzione internazionale nell’ambito di un’inchiesta su un affare in Algeria che coinvolge Saipem e la stessa Eni. La società controllata dal colosso petrolifero ha pubblicato i dati del quarto trimestre 2012, che svelano 180 milioni di utili, in calo del 30,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Per quanto riguarda l’intero 2012, i profitti ammontano invece a 902 milioni di euro, giù del 2,1% rispetto al 2011, e i ricavi sono saliti del 6,2% a 13.369 milioni. Gli investimenti tecnici, in particolare, sono calati del 15,3% a 1.015 milioni di euro, dai 1.199 milioni del 2011, mentre l’indebitamento finanziario netto è cresciuto a 4.278 milioni, dai 1.086 milioni registrati a fine dicembre 2011. La proposta per il dividendo è invece di 0,68 euro per azione ordinaria, dai 0,70 euro dell’anno precedente. Per il 2013, infine, i risultati “saranno inferiori a quanto realizzato da Saipem negli ultimi anni”. Saipem, per l’anno corrente, prevede infatti ricavi per 13,5 miliardi e utili netti per 450 milioni. L’azienda era finita sotto i riflettori lo scorso 30 gennaio quando, dopo avere rivisto le stime sugli utili, aveva scatenato le vendite tra gli investitori, chiudendo con un rosso del 34%.

L’amministratore delegato della compagnia, Umberto Vergine, ha comunque sottolineato gli “eccellenti risultati operativi” dei comparti offshore e onshore e ha spiegato che Saipem si concentrerà nel 2013 sull’esecuzione dei contratti con i minori margini, per poi dedicarsi a quelli a margine maggiore. Il manager ha poi spiegato che i “problemi delle ultime settimane non hanno avuto un impatto sulle relazioni della società di ingegneria con i propri clienti”. E ha risposto ”nessun commento” alle parole di Scaroni, che aveva aperto alla possibilità di un allentamento dei legami azionari fra Eni e Saipem, sottolineando che “non ci sono studi o attività pianificate” al riguardo.