“Per far sentire la propria musica a più gente possibile ci sono due vie, una è dare alla gente quello che vuole, l’altra è dire alla gente chi sei in un modo assieme personale e universale. Penso che quest’ultima via possa portare a una certa verità e assieme a una certa sconfinatezza di possibilità. Credo in una una canzone popolare italiana che possa suonare familiare a tutto il mondo, è un ricordo di vecchie canzoni italiane famose in tutto il mondo, ma anche un progetto, una tensione. L’utilità: per l’artista che riuscirà a comporre quella musica, girare il mondo, per il mondo un’altra grande opera d’arte a disposizione di tutti”. Artista a tutto tondo, Marco Iacampo è un cantautore dalla spiccata capacità di raccontare storie di ogni giorno, regalando quadretti minimalisti – come quelli che compaiono nel libretto che accompagna il cd da lui stesso realizzati – in cui ricordi essenziali, momenti poetici e sentimenti contrastanti si alternano offrendo al pubblico un caleidoscopico universo in cui ognuno può scoprirsi, se non riconoscersi. Si intitola Valetudo (Urtovox e The Prisoner Records) il suo disco d’esordio da solista, coperto da una sottile patina di nostalgia un po’ amara, che regala gran spessore e fascino alle canzoni. Composto da undici brani di cui due strumentali, è perfetto per accompagnare le migliori serate di questo lungo inverno.  

Dall’ascolto del tuo “Valetudo” emerge un senso di straniamento dalla società moderna: la prima domanda che mi viene da porti è: quanto è “VERO” questo disco?
Grazie per questa domanda, perché in realtà è il disco più vero che potevo fare. È andata così: stavo provinando questo disco con una band. Gli arrangiamenti erano molto stimolanti, ma a un certo punto del lavoro, mi son reso conto che dovevo dare un taglio stilistico al lavoro, ed è allora che mi ha assalito un certo imbarazzo, nel dover “scegliere” quale fosse la musica adatta per queste canzoni. Le canzoni erano molto personali, non avevano bisogno di sovrastrutture. E così ho deciso di lasciar perdere, ho licenziato i musicisti e mi son rimesso a studiare le canzoni come erano nate. Voce e chitarra. Ecco, è per questo che mi rappresenta. C’è una certa nudità in questo disco. Le canzoni e le performance sono la forza di questo disco.

Musiche o visioni che ti hanno cambiato la vita?
La natura selvaggia, musica e visione perfetta.

Come mai la scelta di intitolarlo con il nome di un’arte marziale?
Mi piaceva il suono della parola, poi mi han sempre affascinato le arti marziali. Sono un lottatore mancato. Farò tai chi prima o poi. Poi mi piaceva il senso letterale del termine, vale tutto. Certo messo in bocca a un criminale è un problema. Io l’ho immaginato nella mente di un bambino.

Di fatto, sia fra i più navigati che fra i più giovani musicisti, si avverte un senso di frustrazione nei confronti dello stato in cui versa la musica italiana. Lo pensi anche tu?
La ricerca della propria espressività musicale è ancora l’opera rivoluzionaria di maggior importanza. Questo vale per l’artista, come per il “movimento”. La prossima sfida è, secondo me, l’esportazione all’estero della musica in italiano. Ci vogliono buone canzoni, buona musica e una certa coscienza artistica. Se ti riferisci al problema del “lavoro” musica, penso che oltre ai miglioramenti a livello artistico servano più occasioni di confronto tra artisti, forse a un livello più serio. La cultura dello spettacolo ha un po’ influenzato la musica pura. La riconquista di certi spazi potrebbe aiutare. Secondo me è un processo di miglioramento già in evoluzione.

Nel brano “Mondonuovo” ti chiedi chi mai ti ascolterà… Qual è la risposta che ti sei dato? E come immagini il mondo nuovo?
La risposta è nel ritornello: io intanto “cerco un canto che ha un suono bellissimo”… poi ho scoperto che potrebbe ascoltarmi chiunque se lo trovo. Il mondo in cui viviamo è “chiassosissimo”, come farsi sentire? È un dilemma della persona moderna. Il “mondonuovo” è in realtà il “mondoantico” quando si capisce questa cosa, ci si accorge che le regole non sono cambiate. Cambiano gli strumenti e i linguaggi. Cerco un rapporto sincero e personale con gli strumenti e cerco un linguaggio spontaneo. Vedo in questo un chiave per farcela.

Quali sono i valori ai quali nella vita non hai mai rinunciato?
Non saprei. Sono un “peccatore”, ogni cosa che ritengo giusta sono capace di tradirla. L’unica cosa a cui sono stato fedele è un valore non riconosciuto, ma molto importante: la chiamerei “mobilità”. Ecco, nella vità non mi sono mai fermato. Questo posso dirlo con una certa sicurezza.

Ci sono questioni politiche che ti stanno particolarmente a cuore?
L’Italia è bellissima. Ci troviamo in un momento delicato, l’italia è sospesa tra vecchi personaggi e nuovi masanielli. Credo sia molto importante prima di qualsiasi rivoluzione politica una rivoluzione culturale. Credo nella rivoluzione delle parole. Le parole in Italia perdono il loro significato e la loro essenza viene confusa con il loro vissuto storico, fatto di tradimenti continui. Parole importanti, come la stessa parola “politica” o “dio” hanno perso il loro posto dentro di noi. Al loro posto, il nulla e un certo senso di smarrimento. Affiancati a un certo panico. Penso che il mio voto può fare ben poco in confronto a quello che posso fare come artista. Cerco di rimettere almeno nelle mie canzoni, le parole e le note al loro posto.

Come stai promuovendo il tuo disco?
Suonerò in tutta Italia e cercherò di suonare anche all’estero, da dove stanno arrivando dei segnali. Cercherò di portare l’esperienza del disco anche sul palco. Non sarà facile e dipenderà da molti fattori. Ma le cose sono cominciate molto bene, e chi ben comincia…

Le prossime date del Valetudo Tour 2013:
17 Febbraio Magnolia – Milano (con Denise) 28 Febbraio Tender – Firenze
01 Marzo –
Roma Angelo Mai
02 Marzo Blue Dhalia –
Marina di Gioiosa Ionica (RC) 
03 Marzo Toop –
Battipaglia (SA) 
06 Marzo Garage Sound –
Bari 
08 Marzo Fattoria IL NOCE –
Manduria (TA)
07 Marzo Arci Club Gallery – A
radeo (LE)
09 Marzo ARCI La locomotiva –
Corato (BA)
10 Marzo Al bar –
Reggio Calabria 
13 Marzo Mikalsa –
Palermo
16 marzo Teatro Coppola –
Catania 
30 Marzo Tana del Lupo –
Castelfranco Veneto(TV) 
04 Aprile Bar Wolf –
Bologna
13 Aprile GattoRosso –
Mestre (VE)
18 Aprile Diavolo Rosso –
Asti 
26 Aprile Orange Jazz Club – Pistoia