Appena tocchi Grillo ti saltano addosso i grillini, appena parli male di Berlusconi ti danno del comunista, appena fai notare che nel Pd sono quasi tutti democristiani apriti cielo. Perché in Italia non si può mai avere un confronto senza scadere nell’atteggiamento degli ultrà allo stadio? Me lo sto chiedendo spesso, ultimamente, ma non riesco a trovare una risposta.

Forse, se in Italia abbiamo tutti questi problemi, se il Belpaese è soffocato da un provincialismo che lo rende immobile da decenni, un motivo ci sarà. E vuoi vedere che in parte è proprio per questa diffusissima indisposizione a vedere cosa c’è di buono nell’altro, nel diverso, o magari nell’avversario?

Siamo ancora fermi ai Guelfi contro i Ghibellini, in Italia. E che si parli di Beppe Grillo, energia nucleare, Chiesa cattolica, Pd o Pdl fa lo stesso: nessuno (o quasi) è disposto a capire che nelle prese di posizione non c’è futuro. Sarà lo stesso per queste elezioni, molto probabilmente dall’esito già deciso.

Certo ci sono questioni come il Tav in Valle di Susa o quello dei referendum completamente ignorati (privatizzazione dei servizi idrici e pirogassificatore di Aosta su tutti) che non possono che originare delle prese di posizione da parte della cittadinanza, ma perché negli altri casi non iniziamo a resettare il nostro cervello, reinventandoci un Paese diverso, in cui valga la pena vivere e perché no, pagare le tasse?

Ma soprattutto, perché non iniziamo a toglierci di dosso il bisogno di attaccarci al leader di turno riversandoci sopra le nostre puntualmente deluse aspettative e speranze? Dopo oltre un secolo e mezzo di storia unitaria, mi chiedo quindi: riusciremo mai a diventare un popolo maturo? Riusciremo mai a trasformarci da tifosi in cittadini?

La mia risposta a questa domanda, per ora, è un mesto no. Possiamo anche correre dietro ai risultati dei sondaggi, facendo attenzione alla loro affidabilità, ma lo sappiamo già tutti che 9 italiani/tifosi su 10 non cambieranno mai il loro voto. Né le loro prese di posizione, appunto. Chiedetelo a chi ancora è disposto a votare Berlusconi, pur non avendo nulla da farsi condonare.

@AndreaBertaglio