Chi se lo sarebbe mai aspettato. Coop, gigante della grande distribuzione organizzata e nota per i suoi ipermercati e supermercati, sbarca anche nel settore della distribuzione di carburante. Questa volta non arriverà certo per prima. Da tempo un altro gigante, Conad, si è affermato come distributore indipendente low-cost in Emilia Romagna e Toscana. Quindici distributori per Conad, otto nei programmi di Coop per i prossimi anni, il primo dei quali aprirà a Castel Maggiore, a pochi chilometri da Bologna. Altri sette seguiranno, anche fuori regione.

L’investimento sarà di 18 milioni di euro e il prezzo alla pompa sarà “il più basso nel territorio di riferimento”, assicura il numero uno di Coop Adriano Turrini. E chissà che fine farà l’accordo che prevede buoni sconto carburante per portare i clienti Coop dai distributori Eni. Insomma, a tutto vantaggio degli automobilisti si preannuncia una vera e propria “guerra” dei prezzi, visto che sul proprio sito Conad rivendica di aver costretto tutti i competitor ad abbassare le tariffe dopo il suo arrivo sul mercato. Ora i colossi della grande distribuzione ad affrontarsi nel settore della distribuzione carburante saranno due.

Dove invece Coop arriva prima è nel campo delle assicurazioni sanitarie. Come dire: oltre al cibo e al carburante anche la salute. Sta infatti per realizzarsi il progetto della muta cooperativa, l’assicurazione sanitaria promossa da Legacoop, cui Coop Adriatica porterà in dote i suoi 1,2 milioni di soci. Partenza entro fine febbraio. L’obiettivo, spiega il presidente di Coop Adriano Turrini, è mettere a punto prodotti sanitari e assistenziali a favore dei soci, che potranno così accedere a servizi in convenzione, sfruttando  la rete degli ambulatori privati di Unisalute. Insomma, lo Stato si ritira, complice anche la crisi economica e i tagli che da anni colpiscono tutti i servizi pubblici. E le coop progettano l’avanzata, occupando gli spazi lasciati via via scoperti dal servizio pubblico.“E’ arrivato il tempo di dedicarci anche alla domanda sociale e la crisi dello Stato ci spinge a farlo con una certa velocità”, ha spiegato tempo fa Paolo Cattabiani, presidente di Legacoop Emilia Romagna. “Il contributo di 1,2 milioni di soci servirà a sostenere quei 50.000 che avranno bisogno”, racconta il numero uno di Coop, Adriano Turrini.

“Sanità a buon mercato”, l’ha definita Paolo Cattabiani “Capiterà sempre più spesso che in alcune aree di intervento il pubblico sia costretto a ritirarsi e che questa ritirata coincida con la scomparsa del servizio. A quel punto interviene la cooperazione, non certo per fini politici ma per garantire innanzitutto la tenuta sociale”. Per il momento resta invece all’orizzonte l’idea dei gruppi di acquisto per le forniture di gas e elettricità. Nei prossimi mesi ci saranno le prime sperimentazioni, ma solo nel 2014 dovrebbero partire i gruppi veri e propri. Sulla fusione Unipol-Fonsai, in cui Coop Adriatica è uno dei soci principali, Turrini ha spiegato di aspettarsi già nel 2013 “un ritorno in termini di dividendi”.