Se Sanremo si trasformerà in una festa de l’Unita lancerò lo sciopero del canone Rai…”. Così parlò Silvio durante la centesima intervista della settimana, questa volta ospite degli studi Rai di Uno Mattina.
La scena rappresenta una sorta di “Orgia del conflitto di interessi”, il proprietario della azienda concorrente, nonché candidato alle elezioni, minaccia, comodamente seduto in poltrona, la trasmissione di punta della medesima Rai e serenamente annuncia una possibile rivolta fiscale che avrebbe, per altro, come beneficiario immediato il suo impero mediatico.
Nulla di simile sarebbe pensabile altrove, qui invece sì, grazie a quelle raffinate menti, anche del centro sinistra, che spiegarono a tutti che: “tanto non si mangia mica con le tv, del conflitto di interessi non interessa a nessuno…”

Perché Berlusconi ha l’ossessione Sanremo? Le ragioni sono molteplici. In primo luogo ha sempre odiato quello che porta ascolti e pubblicità alla Rai.Poi teme la concorrenza dei comici di talento, capaci di svelare il lato ridicolo e osceno delle sue promesse. Berlusconi, comico dilettante, sa perfettamente che Maurizio Crozza e Luciana Littizzetto sono in grado, più di chiunque altro, di scoprire che sotto il suo vestito non c’é proprio nulla.
Potendo, come ai tempi di “quello che aveva fatto tante cose buone” , il Cavaliere vieterebbe la satira e il giornalismo critico, le sue bestie nere, senza le quali, tuttavia, non esiste forma alcuna di democrazia.

Infine gli assalti a Sanremo gli servono a coprire la vera e propria invasione mediatica che ha travolto ogni emittente, a partire dalle sue, che hanno assunto la veste di veri e propri ministeri per la diffusione del culto berlusconiano, il tutto nella più assoluta distrazione delle Autoritá di garanzia che hanno alzato bandiera bianca.

Ma quante volte vieni?” ha detto ieri l’osceno Cavaliere ad una operaia, tra le risate complici e servili dei presenti. Forse ora teme che i comici, e non solo loro, possano provare ad intonare un coro meno laido e prezzolato: “Ma quando te ne vai?”.