La maggioranza dei soci Alitalia è d’accordo a effettuare un prestito da circa 150 milioni di euro alla compagnia aerea in difficoltà. La toppa in attesa di una cessione delle quote azionarie della compagnia, alternativa più probabile di una ricapitalizzazione, è il risultato di una riunione informale tra i maggiori azionisti della società, incontro che ha anticipato il cruciale consiglio di amministrazione convocato per giovedì prossimo.

Air France e i soci italiani di Cai, i cosiddetti 21 patrioti di Silvio Berlusconi capitanati da Intesa SanPaolo e Immsi del presidente Roberto Colaninno, continueranno quindi a finanziare la compagnia che, secondo documenti interni di azionisti, avrebbe un livello di liquidità sempre più sottile. Ma non credono nel business al punto da versare denaro nella società tramite una ricapitalizzazione.

Anche perché qualche posizione differenziata c’è: Unipol-Fonsai, che ha ereditato dai Ligresti la presenza in in Cai, potrebbe non partecipare, così come qualche socio in chiara difficoltà finanziaria. Altri non gradiscono la gestione del bilancio, specie degli ultimi mesi, e in generale dei rapporti con Air France, in previsione di una possibile cessione delle quote, ma l’appuntamento è rimandato al Cda di San Valentino.

Alitalia, che si ritrova con un’immagine sempre più logorata da numerosissimi scandali, può quindi contare su un nuovo finanziamento, che servirà forse ad affrontare una concorrenza che cresce. Il prossimo 25 marzo partirà infatti il primo volo EasyJet tra Linate e Fiumicino, con la compagnia low cost che offrirà cinque collegamenti al giorno con tariffe a partire da 29,75 euro. E’ il risultato della decisione del 23 gennaio scorso con cui il Consiglio di Stato ha messo fine al monopolio della compagnia italiana sul collegamento finora più redditizio e EasyJet conta di trasportare 350-400mila passeggeri nel primo anno di attività della sua nuova rotta.

Una tratta che in realtà è molto meno ricca di prima per le compagnie aeree: i treni veloci hanno conquistato importanti fette di passeggeri, tanto che si è ipotizzato un matrimonio tra Ferrovie dello Stato e Alitalia. Le Fs hanno tuttavia smentito che sia stato “affidato ad alcun advisor il compito di valutare un piano di integrazione di Alitalia in Ferrovie dello Stato”, dopo che indiscrezioni di stampa avevano ipotizzato come la Boston consulting fosse al lavoro sul dossier.