Di tutte le scemenze ascoltate in questa campagna elettorale – e sono state davvero tante – quella sul festival di Sanremo che andava spostato, perché coincide con le conferenze stampa dei leader e impedisce una completa informazione degli elettori, le batte tutte e di gran lunga.

Ma, come sempre accade, le scemenze più grandi sono anche quelle più interessanti per capire la mentalità, la visione del mondo, gli interessi, i disegni che nascondono. Non è un caso che a sollevare la questione sia stato il solo Berlusconi, mentre gli altri leader non se ne sono minimamente occupati. Cosa ha dunque di pericoloso il festival di Sanremo per Berlusconi?

Non certo l’eventuale satira, su cui ci sarà un po’ di controllo e parecchio autocontrollo. Men che meno un reale ostacolo all’informazione dei cittadini, che in queste settimane hanno avuto modo di informarsi, conoscere, giudicare fino alla noia, all’overdose. Ciò che disturba Berlusconi è un’altra cosa. E’ l’ipotesi, abbastanza realistica, che le cinque serate del Festival, che si annunciano piacevoli, tranquille, piene di buona musica e di ospiti interessanti, allentino la tensione dello scontro politico, schermino un po’ gli strepiti della campagna elettorale, ridimensionino l’attenzione alle sparate su Mussolini o sui 4 milioni di posti di lavoro, proponendo battute e situazioni più divertenti e meno pericolose. Insomma il timore è che si venga a creare una situazione normale, in cui i cittadini hanno modo di pensare alla loro scelta politica senza esserne ossessionati, senza essere costantemente eccitati da un clima isterico, da un continuo battibecco, senza vivere il confronto politico come una sfida all’ultimo sangue, un ring o uno show. Ecco, questo è il punto centrale: se Sanremo proporrà un bello spettacolo, com’è suo compito, forse gli italiani non avranno bisogno di trovare occasioni di spettacolo nella campagna elettorale e a Berlusconi verrà sottratto il terreno più congeniale.

E allora meno male che Sanremo c’è: un Sanremo fatto di canzonette e non di confronto sui massimi sistemi come quello dell’anno scorso, un Sanremo che porti gli italiani a discutere di qual è la canzone più bella, che consenta loro di tirare il fiato, rilassarsi, smaltire adrenalina e fare salire ossigeno al cervello, in modo da arrivare all’appuntamento della settimana successiva rilassati e lucidi. Soprattutto lucidi, mi raccomando.