Quando incontro Beppino Englaro vedo un piccolo (minuto), grande uomo che non si è fatto mai tirare per la giacchetta da nessuno. Che non ha permesso a nessun politico di impadronirsi della sua storia per conquistare consenso tra gli elettori. Beppino non fa sconti neppure ai giornalisti con i quali è severo rispetto a quello che scrivono. Chiede di poter leggere sempre tutto prima della pubblicazione e sono sempre più i “no” che i “sì” che concede a chi vuole intervistarlo. In un mondo di gente che parla, parla, parla senza dire nulla alla costante  ricerca del proprio quarto d’ora di celebrità il piccolo, grande uomo chiede di fare silenzio. Di seguito il testo integrale dell’agenzia di stampa con le sue dichiarazioni:

Oggi l’attività dell’associazione Per Eluana, nata nei giorni successivi alla morte della donna, prosegue la sua attività. “Fa informazione sul fine vita – spiega Englaro – E’ necessaria, visto per esempio il disegno di legge incostituzionale prodotto dal Parlamento. Sono state dette tante bugie, ma la gente non se le lascia raccontare. Certo ancora oggi c’è tanta disinformazione“. Alle persone che stanno vivendo una situazione simile alla sua, famiglie che hanno persone care in stato vegetativo, appese alla vita attraverso un sondino che le nutre, “nessuno può né deve dire qualcosa. Nessuno”, osserva Englaro. Eluana, la figlia che lui ha più volte definito un “purosangue della libertà”, con la sua storia sfortunata, “ha mostrato all’Italia, nella trasparenza e nella legalità, un problema reale fino ad allora rimasto nell’ombra. Nessuno prima di Eluana sapeva a cosa si va incontro in queste situazioni. Ora tutti hanno potuto vederlo”, conclude.