Da una parte non rinnega il ‘suo’ video hard (perché “era d’autore”). Dall’altra invia una diffida, minacciando querele, affinché proprio quel film venga rimosso dalla Rete. L’onorevole del Pdl Fiorella Ceccacci Rubino usa due pesi e due misure per rapportarsi a S.C.T.M.V., il cortometraggio hard prodotto nel 1999 da Tinto Brass e di cui lei è l’unica protagonista. Scenografia minimal (un bagno) e scene a dir poco esplicite in 18 minuti di girato. “Non è un film porno, è un monologo erotico” ha detto a Repubblica la Ceccaccci, secondo cui il riemergere di quella sua prestazione artistica è “solo una strumentalizzazione politica pre-elettorale”. Ciò non significa, tuttavia, che Fiorella Ceccacci Rubino si sia pentita di aver girato quelle scene.

“E’ successo 15 anni fa, ma io non rinnego nulla” ha detto l’onorevole (ricandidata dal Popolo della Libertà alle prossime elezioni) al quotidiano di Largo Fochetti. Peccato, però, che un paio di giorni prima dell’intervista in questione, la deputata berlusconiana aveva inviato una diffida formale al Fatto Quotidiano per chiedere la rimozione di “un ‘articolo’ dal titolo ‘Video porno, Fiorella Ceccacci Rubino del Pdl nel corto di Tinto Brass’ dove sono contenute anche delle mie foto e un video”. La motivazione della richiesta? Il pezzo è “offensivo della mia reputazione”. Infine l’avvertimento di “ricorrere alle vie legali” qualora l’articolo incriminato non venisse rimosso dal web entro 48 ore. Riassumendo: l’onorevole Ceccacci, che rivendica il proprio passato da attrice di teatro, vuole far scivolare nel dimenticatoio un film che la vede protagonista e che lei non rinnega assolutamente.